Occupato il liceo scientifico di via delle Carine a Roma, il 6 ottobre 2026, segnando l’inizio dell’autunno caldo degli studenti. La protesta, partita dal Cavour, ha visto studenti occupare l’istituto con striscioni e fumogeni, lanciando lo slogan “Contro la scuola caserma. Soldi alla scuola e non alla guerra”. L’azione, che ha portato alla sospensione delle attività didattiche, potrebbe estendersi ad altri licei della Capitale, come il Plinio, il Montessori, il Giulio Cesare e l’Avogadro. La mobilitazione, annunciata da giorni, sembra essere partita con qualche settimana di anticipo rispetto al solito ciclo di proteste studentesche romane.
Occupazione iniziale e slogan chiave
La protesta ha avuto inizio nel pomeriggio del 6 ottobre, quando gli studenti del liceo Cavour hanno occupato l’edificio, dando ufficialmente il via a una mobilitazione che coinvolge diversi istituti superiori. Il messaggio scelto dai ragazzi è netto e chiaro: “Contro la scuola caserma. Soldi alla scuola e non alla guerra”. Lo slogan, che potrebbe diventare il leitmotiv delle prossime settimane, è accompagnato da una decisione di blocco dell’istituto, con l’obiettivo di estendere l’azione a tutti i licei romani. Secondo il collettivo Osa, prima dell’occupazione si sarebbe svolta un’assemblea straordinaria, che ha portato alla scelta di passare al blocco.
La protesta si estende a diversi licei della Capitale. Tra i partecipanti ci sono studenti del Cavour, del Plinio, del Montessori, del Giulio Cesare e dell’Avogadro. L’azione, che ha visto la partecipazione di diversi collettivi, ha trovato un sostegno anche tra i ragazzi che hanno partecipato a assemblee e picchetti davanti alle scuole. La mobilitazione, che si ripete quasi ogni autunno a Roma, sembra questa volta partita con un certo anticipo.
Preoccupazioni dei presidi e contesto di sicurezza
Le occupazioni, soprattutto quando si protraggono per giorni, comportano rischi per la didattica e per la sicurezza. I dirigenti scolastici, preoccupati, hanno espresso la loro preoccupazione per il rischio che la protesta possa fermare le lezioni. Al Cavour, l’anno scolastico era già cominciato con alcune aree esterne interdette in attesa di interventi di messa in sicurezza. Ora, con l’occupazione, si apre un dibattito su come gestire le proteste e garantire la continuità didattica.
La situazione resta in sospeso. Se l’occupazione del Cavour resterà un episodio isolato o se si trasformerà in un movimento più ampio, lo decideranno le prossime ore. I temi sollevati dai studenti riguardano il caro libri, le cosiddette classi pollaio, lo stato degli edifici e le politiche scolastiche del Governo. La protesta, che ha visto l’occupazione del liceo Cavour, rappresenta un momento di tensione tra studenti e istituzioni. La scuola romana, già segnata da problemi di sicurezza e di accesso, si trova ad affrontare una nuova forma di protesta, che potrebbe influenzare l’intero sistema educativo. La decisione di bloccare l’istituto, accompagnata da un forte messaggio politico, segna un passo importante nella stagione autunnale degli studenti romani.



