Un progetto sperimentale sta prendendo forma nel Veneto, con l’obiettivo di contrastare le predazioni dei lupi su greggi, mucche e asini. I test del robot cane si svolgono nel Cansiglio, un’area segnata da numerose predazioni, tra cui quelle che hanno decimato greggi di pecore. L’iniziativa, promossa da Veneto Agricoltura in collaborazione con la facoltà di ingegneria dell’Università di Padova, mira a trovare soluzioni innovative per proteggere gli allevamenti da una minaccia crescente. La sperimentazione, che si concluderà entro sei mesi, è finanziata dalla Regione Veneto attraverso il Fondo di coesione e si propone di valutare la sostenibilità ambientale, sociale e economica del progetto.
Un’alternativa tecnologica ai metodi tradizionali
Il robot cane, un dispositivo tecnologico in fase di test, funziona come un dissuasore per i lupi. Non uccide, ma utilizza sensori acustici e laser per creare un effetto fastidioso, spingendo l’animale a allontanarsi. Questa tecnologia, già in uso in altri contesti come il lupo robot anti orso in Giappone, rappresenta un’alternativa ai recinti elettronici già in uso, ma con una tecnologia più avanzata. Il progetto, spiegato dal direttore di Veneto Agricoltura Federico Caner, è parte di un pacchetto di soluzioni alternative per affrontare l’emergenza predatoria. L’obiettivo è capire se questa tecnologia possa diventare una risposta efficace e sostenibile per gli allevatori.
Costi elevati ma potenziale di impatto
Il prototipo, al momento, ha un costo superiore ai 50mila euro, con un budget totale per la sperimentazione che si attesta intorno ai 100mila euro. Un prezzo elevato, che rende il progetto inizialmente improponibile per gli allevatori. Tuttavia, Caner ha spiegato che i costi potrebbero variare in base alla produzione di massa. «Nel momento in cui ci fosse una produzione di cani anti-lupo, è ovvio che questi costi dovranno essere diversi», ha sottolineato. L’obiettivo è valutare non solo l’efficacia, ma anche la sostenibilità economica del progetto, che potrebbe diventare una soluzione a lungo termine per gli allevatori.
La sperimentazione, in corso nel Cansiglio, si concentrerà su come il robot cane possa essere utilizzato in modo efficace per proteggere gli allevamenti. L’Università di Padova e Veneto Agricoltura stanno analizzando se questa tecnologia possa essere realmente di aiuto, valutando anche la possibilità di testare il dispositivo in altre aree. «Si tratta di un progetto sperimentale: al momento vogliamo verificare se questa tecnologia sia fattibile», ha aggiunto Caner, sottolineando che il prossimo passo sarà valutare con gli allevatori se il robot cane possa diventare una soluzione reale.
Intanto, gli allevatori segnalano un periodo di tregua dopo le predazioni di agosto, quando il gregge di pecore dell’allevatore Abramo Dell’Antonia è stato decimato. Tuttavia, si registrano nuovi danni, non solo da parte dei lupi, ma anche da cervi che danneggiano i recinti e mangiano il foraggio. Il progetto del robot cane potrebbe rappresentare una risposta a questa complessa situazione, ma solo dopo una valutazione approfondita e una discussione con gli allevatori. La sperimentazione, dunque, è un primo passo verso una soluzione tecnologica che potrebbe rivoluzionare la protezione degli allevamenti nel Veneto.



