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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Bar in crisi in Trentino: 143 chiusure in 6 anni, ma un cambio di modello non significa chiusura

In Trentino si registrano 143 chiusure di bar in 6 anni, ma l’assessore Failoni smentisce la crisi, sottolineando un cambio di modello d’impresa.

La situazione dei bar in Trentino ha suscitato dibattito tra Confesercenti e l’assessore provinciale Roberto Failoni, che ha smentito l’idea di una “desertificazione” del settore, sottolineando un cambio di modello d’impresa. Secondo i dati forniti, tra il 2019 e il 2025, si registrano 143 chiusure, con un calo del 9% delle attività. Tuttavia, l’assessore ha chiarito che non si tratta di un fenomeno di chiusura, ma di una trasformazione del settore, con molti esercizi che passano da bar a ristoranti. Il consigliere provinciale Roberto Stanchina, invece, ha espresso preoccupazione, sottolineando che la raccolta firme per sollevare un problema non esistente potrebbe non essere utile.

Un cambio di modello non equivale a chiusura

L’assessore Failoni ha spiegato che un’attività che cambia classificazione non è necessariamente un’attività che chiude, ma può semplicemente aver modificato il suo modello di impresa e continuare a operare sul territorio. In Trentino, il trend è più favorevole rispetto all’Italia e anche all’Alto Adige. Secondo i dati Istat, dal 2018 al 2024, il codice Ateco 56 (attività di ristoranti, tra cui i bar) registra una diminuzione complessiva di appena 5 unità. Nel dettaglio, la riduzione di 133 bar corrisponde a un aumento di 131 ristoranti, evidenziando una trasformazione della composizione del settore.

La Provincia sostiene il settore con iniziative. La Provincia ha già adottato iniziative per supportare il comparto, come il disegno di legge di Biada per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali e il bando “Fare impresa in aree a rischio di desertificazione commerciale”. L’assessore ha anche ricordato che la Provincia sostiene 232 multiservizi, tra cui esercizi di commercio al dettaglio e pubblici esercizi, un modello unico in Italia.

La raccolta firme non è utile

Stanchina, però, ha espresso perplessità, sottolineando che la raccolta firme per sollevare un problema non esistente potrebbe non essere utile. Ha anche criticato la confusione tra la riduzione dei bar e le chiusure, sottolineando che la maggioranza non aspetta un intervento dello Stato, ma si è già attivata con iniziative locali. La situazione, secondo lui, è più complessa da ricondurre semplicemente a una trasformazione del settore.

La discussione tra Confesercenti e la Provincia evidenzia una divergenza di opinioni. Mentre Confesercenti lancia l’allarme sulla crisi dei bar, l’assessore Failoni sottolinea che si tratta di un cambio di modello, non di una desertificazione. La Provincia, inoltre, ha già adottato misure per supportare il settore, ma la situazione resta dibattuta e in evoluzione. La questione dei bar in Trentino rimane un tema di interesse per il territorio, con dati e dichiarazioni che mettono in luce una situazione complessa, ma non necessariamente drammatica. La Provincia, attraverso iniziative e leggi, cerca di supportare il settore, mentre Confesercenti chiede maggiore attenzione e interventi per preservare i presidi commerciali locali.

La discussione tra Confesercenti e la Provincia evidenzia una divergenza di opinioni su come interpretare i dati e le dinamiche del mercato. Mentre Confesercenti lancia l’allarme sulla crisi dei bar, l’assessore Failoni sottolinea che si tratta di un cambio di modello, non di una desertificazione. La Provincia, inoltre, ha già adottato misure per supportare il settore, ma la situazione resta dibattuta e in evoluzione. La questione dei bar in Trentino rimane un tema di interesse per il territorio, con dati e dichiarazioni che mettono in luce una situazione complessa, ma non necessariamente drammatica. La Provincia, attraverso iniziative e leggi, cerca di supportare il settore, mentre Confesercenti chiede maggiore attenzione e interventi per preservare i presidi commerciali locali.

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