Da gennaio 2024 a luglio 2026, a Treviso sono aumentati di oltre il 50% i B&B, passando da 422 a 635 alloggi privati messi sul mercato per affitti turistici brevi. Il fenomeno, che ha visto un incremento mensile di 10 unità, ha portato a un totale di 2.905 posti letto, quasi mille in più rispetto all’anno precedente. Questo incremento, però, ha suscitato preoccupazioni tra gli esperti locali, che segnalano un impatto negativo sul mercato residenziale e una riduzione degli alloggi disponibili per i cittadini.
Un mercato in evoluzione con regole diverse
Federico Capraro, presidente di Confcommercio Treviso, ha spiegato che la crescita del turismo, pur positiva, sta richiedendo una maggiore offerta, ma il mercato alberghiero non riesce a rispondere adeguatamente. «La cosa tocca anche altri comuni», ha sottolineato, evidenziando che le proposte con regole diverse, come quelle degli appartamenti in locazione turistica, stanno diventando sempre più redditizie grazie a costi di gestione e servizio ridotti. La burocrazia e i costi di gestione rendono il settore alberghiero sempre più difficile. «Burocrazia, costi di gestione e soprattutto costi di servizio rendono il settore alberghiero di sempre più difficile redditività», ha aggiunto Capraro, sottolineando che gli investimenti sono alti, mentre le rendite sono basse. Questo ha portato a una situazione in cui il mercato turistico si espande in modo smisurato, a scapito del settore tradizionale.
Un effetto collaterale: la desertificazione del centro storico
La trasformazione di appartamenti in alloggi per turisti ha avuto un effetto collaterale significativo: la riduzione degli alloggi disponibili per i residenti. «Nell’ambito degli appartamenti in locazione turistica in città, c’è una duplice conseguenza negativa», ha concluso Capraro. «Da una parte vengono tolti dal mercato residenziale appartamenti per gli affitti delle famiglie. E quindi c’è un impoverimento della città e una messa in crisi delle stesse famiglie che non trovano alloggi in affitto a prezzi sostenibili. Ma dall’altra parte c’è anche il nodo della desertificazione del centro, che viene popolato solo nei fine settimana e solo nella stagione turistica».
La quotidianità e la residenzialità sono fondamentali per la vita dei centri storici. «I nostri centri storici, però, sono stati costruiti, realizzati e mantenuti nei decenni proprio grazie alla quotidianità e alla residenzialità», ha sottolineato Capraro, mettendo in evidenza come la presenza costante dei residenti sia fondamentale per la vita e l’identità del centro storico. La crescita del turismo nella Marca, con 605mila turisti tra gennaio e luglio 2026 (210mila nelle strutture extra-alberghiere), ha reso evidente l’accelerazione del fenomeno. Oltre 15mila in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il dato conferma una tendenza in crescita che coinvolge anche altri comuni come Vittorio Veneto, Valdobbiadene e Conegliano.



