Ad Albese con Cassano, nel comasco, 26 negozi e attività del paese sono diventati “punti sicuri” dove bambini e ragazzi possono telefonare ai genitori se non hanno un cellulare o lo hanno scarico. Il progetto, chiamato “cabina telefonica di comunità”, nasce per rispondere a una delle paure più frequenti dei genitori: «E se mio figlio ha bisogno di chiamarmi?». La soluzione proposta dal Comune di Albese con Cassano è una rete di collaborazione tra commercianti, attività locali e istituzioni, che permette ai bambini di comunicare in sicurezza in caso di emergenza.
Un’idea di comunità per la sicurezza dei bambini
La “cabina telefonica di comunità” non è una struttura fisica, ma una rete di punti accessibili a tutti i cittadini. Gli aderenti, riconoscibili con l’adesivo “Qui puoi chiamare i tuoi genitori”, offrono un telefono in sicurezza ai bambini che non hanno il cellulare o lo hanno dimenticato. Il sindaco Alberto Gaffuri spiega che l’idea è ispirata al “controllo del vicinato”, ma in positivo: «Non instilla la paura, ma un’idea di comunità», afferma. L’obiettivo è rassicurare i genitori che scelgono di non dare il cellulare ai figli troppo presto, offrendo loro un segnale concreto che non sono soli in questa scelta.
La rete di punti sicuri è un’alternativa al controllo del vicinato, ma con un approccio positivo e collaborativo. I genitori, spesso preoccupati per la sicurezza dei figli, trovano un’idea concreta per garantire che i bambini possano comunicare in caso di emergenza. Il progetto, inoltre, si propone come un esempio di come la comunità possa agire insieme per rispondere a una delle sfide più comuni del digitale: la protezione dei minori.
Un progetto che si inserisce nel Patto Digitale
Il progetto si inserisce all’interno del percorso del Patto Digitale di Erba e dintorni, un’iniziativa che mira a promuovere una cultura digitale responsabile e inclusiva. L’assessore ai servizi sociali Céline Baylot sottolinea che il principio alla base dei Patti Digitali è proprio quello di non agire da soli, ma di costruire una rete di collaborazione tra famiglie, scuole e amministrazioni. «La speranza è che la rete cresca», spiega il sindaco Gaffuri, che vede nel progetto un’opportunità per creare un ambiente di protezione e supporto per i bambini.
La collaborazione tra istituzioni e cittadini è il cuore del progetto. La rete dei “punti sicuri” è già composta da 26 aderenti, ma il sindaco e l’assessore sperano che si espanderà. «Più siamo, più forti saremo», afferma Gaffuri, sottolineando l’importanza di una collaborazione collettiva. L’idea, nata da un’esperienza locale, potrebbe diventare un modello per altre comunità che cercano di affrontare le sfide del digitale in modo responsabile e inclusivo. Il progetto rappresenta un’alternativa al controllo del vicinato, ma con un approccio positivo e collaborativo. I genitori, spesso preoccupati per la sicurezza dei figli, trovano un’idea concreta per garantire che i bambini possano comunicare in caso di emergenza. La soluzione proposta da Albese con Cassano è un esempio di come la comunità possa agire insieme per rispondere a una delle sfide più comuni del digitale: la protezione dei minori.
- 26 negozi e attività del paese diventano “punti sicuri” per i bambini
- Il progetto è parte del Patto Digitale di Erba e dintorni
- La soluzione è ispirata al controllo del vicinato, ma in positivo
- Il sindaco Gaffuri e l’assessore Baylot promuovono una rete di collaborazione



