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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Cultura

Papa Francesco: la Chiesa deve imparare dalle famiglie

Papa Francesco invita Chiese orientali e conferenze episcopali a ascoltare famiglie per comprendere fragilità e relazioni.

Il Papa ha aperto un incontro a dieci anni dall’emanazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, sottolineando l’importanza di ascoltare le famiglie, soprattutto quelle in situazioni di fragilità, per comprendere meglio le sfide del matrimonio e della vita familiare. L’incontro, in corso al Vaticano fino al 14 ottobre, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Chiese orientali cattoliche e dei presidenti delle Conferenze episcopali, con l’obiettivo di riflettere su come la Chiesa possa imparare da loro.

La famiglia come punto di accesso privilegiato

Secondo il Papa, la famiglia rimane un punto di accesso privilegiato per comprendere le grandi questioni culturali, economiche, sociali e politiche del nostro tempo. L’esperienza delle famiglie, soprattutto in situazioni di fragilità, ha qualcosa da insegnare alla Chiesa, che deve riconoscere il valore del loro contributo nella costruzione di una fraternità universale in Cristo. “La famiglia ha sempre occupato un posto importante nella preoccupazione pastorale del successore di Pietro e dei vescovi che lo assistono attraverso la loro partecipazione al Sinodo dei vescovi”, ha ricordato il Papa.

La fragilità come esperienza comune

Il Papa ha sottolineato che la fragilità appartiene alla condizione umana comune e quindi anche alla vita della Chiesa. L’esperienza delle famiglie, con le loro relazioni e sfide, solleva domande importanti: siamo in grado di rimanere vicini gli uni agli altri quando la vita non corrisponde a ciò che si era sperato? Riusciamo a riconoscere l’opera della grazia anche in situazioni segnate da limiti, ferite e apparenti fallimenti? “Che tipo di Chiesa incontrano le persone proprio quando sono più fragili?” ha chiesto il Papa, invitando le comunità a scoprire che hanno ancora un posto, una responsabilità e doni da offrire.

La Chiesa, ha aggiunto, deve accompagnare le persone nel loro cammino verso la realizzazione della propria vocazione, nel tessuto quotidiano della loro vita. I laici, e in particolare le famiglie, partecipano alla missione della Chiesa attraverso l’amore e la fedeltà, la cura e il perdono, l’educazione dei figli, l’impegno nella trasmissione della fede, l’attenzione agli anziani e alle persone vulnerabili, e i molti modi in cui servono le loro comunità e la società.

Un modello di relazione: la Samaritana

La religiosa suor Helen Alford ha soffermato l’attenzione sul modello di relazione che scaturisce dall’incontro di Gesù con la Samaritana. “Donna senza nome che diventa non solo la prima evangelizzatrice pubblica, ma anche, nonostante la sua cattiva reputazione, e forse proprio per questo, un’evangelizzatrice molto efficace”, ha spiegato. È lo “sguardo relazionale” di Gesù che permette di rendere visibili le nostre relazioni, altrimenti nascoste. “Nel mondo altamente instabile in cui viviamo oggi, se vogliamo aiutare i giovani ad avere il coraggio di sposarsi e dare loro la capacità di affrontare le difficoltà che incontreranno, essi dovranno ‘vedere’ le loro relazioni e pensare al loro matrimonio e alla loro vita familiare in chiave relazionale”, ha sottolineato il Papa.

La distanza crescente tra la visione cristiana del sesso e del matrimonio e la realtà sociale ha portato il Papa a chiedere ai capi delle Chiese orientali e ai presidenti delle Conferenze episcopali di mettersi in una scuola di ascolto delle famiglie. “I giovani continuano ad anelare all’amore, alla fedeltà e al senso di appartenenza, eppure molti trovano difficile comprendere come una tale visione dell’amore possa concretizzarsi nella propria vita o credere che un impegno per tutta la vita sia la condizione per raggiungere ciò che desiderano”, ha osservato il Papa, sottolineando come l’insicurezza economica, la migrazione, la violenza, la solitudine e altre forme di fragilità emotiva influenzino le scelte delle persone.

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