Giorgio Mulè, ex sottosegretario alla Difesa e attuale vicepresidente della Camera dei Deputati, emerge come figura centrale nell’inchiesta che ha coinvolto il settore della Difesa e l’ambito degli appalti. L’imprenditore Antonio Spalletta, indagato per tangenti e mazzette, ha riferito di aver ricevuto informazioni da Mulè riguardo a nomina di alti funzionari e di averlo visto personalmente in diversi contesti. Il nome di Mulè compare più volte nei documenti giudiziari, con episodi che vanno dal 2023 al 2024, segnando un’interazione tra politica e imprenditoria che potrebbe rivelarsi cruciale per l’indagine.
Spalletta e il ruolo di Mulè
Spalletta, in un colloquio intercettato, ha dichiarato: «Io gli scateno Giorgio». Questa frase, sebbene non abbia un significato letterale, indica un rapporto di vicinanza e di possibile influenza tra l’imprenditore e il politico. Secondo i documenti, Spalletta ha riferito di aver ricevuto informazioni da Mulè riguardo a nomina di un nuovo capo di Stato maggiore dell’Esercito, Masiello. Inoltre, in un episodio del 24 luglio 2024, Spalletta ha commentato con un militare l’evento in cui erano presenti entrambi, sottolineando che Mulè era stato indirizzato da lui per permettergli di salutarlo e che il politico si sarebbe messo a disposizione per il suo trasferimento.
Spalletta ha riferito di aver ricevuto informazioni da Mulè riguardo a nomina di un nuovo capo di Stato maggiore dell’Esercito. In un episodio del 14 giugno di due anni fa, Spalletta ha riferito che Mulè era stato mandato a parlare con i vertici di Leonardo per una gara, sostenendo che Mulè avrebbe voluto costituire una società per l’Intelligenza Artificiale. La gara, bandita nel 2023 dal ministero Difesa, valeva 180 milioni di euro e fu persa dall’imprenditore Saladino, non indagato. Spalletta ha tranquillizzato un amico sostenendo che avrebbe avuto un incontro con Mulè, ritenendo che la situazione si sarebbe sbloccata.
Un’interazione tra politica e imprenditoria
Le intercettazioni rivelano un’interazione tra Spalletta e Mulè che va oltre il semplice scambio di informazioni. In un episodio del 19 maggio 2024, Spalletta ha prenotato un tavolo per una cena con Mulè, offrendo un importo di 527,27 euro. Questo episodio, sebbene non sia direttamente incriminante, suggerisce un rapporto di vicinanza e di scambio di informazioni tra i due. Spalletta ha prenotato un tavolo per una cena con Mulè, offrendo un importo di 527,27 euro. Nonostante Mulè abbia dichiarato di non aver incontrato i vertici di Leonardo e di non aver commesso reati, le carte giudiziarie indicano un’interazione costante tra lui e Spalletta. In un episodio del 24 luglio 2024, Spalletta ha commentato con un militare l’evento in cui erano presenti entrambi, sottolineando che Mulè era stato indirizzato da lui per permettergli di salutarlo e che il politico si sarebbe messo a disposizione per il suo trasferimento.
L’inchiesta, originariamente focalizzata su Sogei, si è allargata a diversi settori, coinvolgendo anche il manager Tim. Tra i nomi emersi, si segnala l’ufficiale Antonio Angela Masala e l’imprenditore Massimo Rossi, che ha patteggiato la pena dopo l’arresto in flagranza. Rossi e Masala avevano formato un accordo per favorire l’aggiudicazione di una gara, con l’inserimento di Sferanet nella catena di distribuzione del prodotto Cisco. Questo episodio, sebbene non riguardi direttamente Mulè, mostra come l’inchiesta si estenda a diversi ambiti e personaggi.
Le carte giudiziarie continuano a rivelare episodi che mettono in luce un sistema di favori, mazzette e abusi, con un coinvolgimento di figure politiche e imprenditorie. L’inchiesta, in corso, potrebbe portare a ulteriori rivelazioni e a nuove misure cautelari, anche per personaggi come Mulè, pur essendo estraneo all’indagine. La complessità dei rapporti tra politica e imprenditoria rimane un tema centrale, con conseguenze che potrebbero riguardare diversi settori e figure chiave.



