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Kharkiv, la scuola per non vedenti ricostruita dopo un missile russo

Una scuola per non vedenti a Kharkiv ricostruita dopo un attacco russo, raccontata da un ex dirigente che non ha mai interrotto l’insegnamento.

Kharkiv, 7 ottobre 2026 – A Kharkiv i bambini continuano a crescere mentre intorno cade tutto. Una scuola per non vedenti colpita da un missile russo è stata evacuata, ricostruita e riaperta. Il racconto di questa città in guerra, attraverso chi ha deciso di non lasciare andare in frantumi la propria comunità, è al centro del libro di Federico Fubini, Imperi allo specchio, pubblicato da Mondadori.

Una scuola per non vedenti, un simbolo di resistenza

La scuola per bambini ciechi di Kharkiv, diretta da Oleksandr Mykolayovych, è diventata un simbolo di resistenza. Il 2 marzo 2022, un missile Iskander russo ha squarciato il tetto dell’edificio, devastando porte e finestre e mettendo fuori uso il riscaldamento. All’interno c’erano 112 bambini, affidati alla scuola in residenza permanente da genitori che non potevano o non sapevano occuparsene. Mykolayovych ha improvvisato l’evacuazione in un giorno, facendo salire i bambini su un treno, in gran parte senza documenti, e per alcuni mesi si sono spostati tutti in Polonia.

Un insegnamento senza interruzioni

Non ha interrotto l’insegnamento un solo giorno. Dopo la ricostruzione del palazzo, i bambini sono tornati. Oggi la scuola ha oltre 150 allievi, inclusi quelli che hanno perso la vista nei bombardamenti, ed è in perfetto stato anche se sulla stessa strada, nel centro di Kharkiv, altri palazzi hanno le finestre sbarrate perché nel frattempo sono stati colpiti. L’istituto è gestito con cura, come se fosse in un collegio svizzero, non in una zona di guerra. Il museo scolastico esibisce le medaglie vinte dagli alunni nelle gare di nuoto o di musica; il laboratorio ha cinque stampanti in 3D per realizzare gli oggetti con cui insegnare ai bambini della materna a riconoscere le forme.

Quando ci sono i bombardamenti, nell’aula del sottosuolo hanno pianoforte, quaderni per il braille e tutto il resto. I maestri sono ex allievi, ciechi anche loro, o robuste signore cariche di energia come si incontrano in qualunque scuola di quartiere. Non uno qui ha l’aria di essere depresso o spaventato. È tutto completamente normale, non solo perché sono passati quattro anni di bombardamenti, la gente è fuggita e poi è tornata e poi magari fuggirà di nuovo, ma intanto è qua con i libri di scuola, le cartelle, gli astucci.

Un popolo che non si arrende

È soprattutto perché a Kharkiv gli abitanti non hanno mai smesso di aiutarsi fra loro, di mantenere vivo uno spirito di comunità. Nel frattempo i russi, il cui arrivo sembrava inevitabile, hanno smesso di avanzare e partono in gruppetti sempre più sparuti per le loro missioni disperate sotto i droni. Non sanno più come uscire dalla situazione in cui si sono cacciati. Ho visto tutto questo e mi sono detto: facile arrivare da lontano con i propri pregiudizi favorevoli e farsi incantare dalla retorica. Non avrebbero mai immaginato questa follia arrivata dalla capitale per cui avevano combattuto. Oleksandr Mykolayovych, nella sua scuola per non vedenti, non perde neanche troppo tempo a parlarne. Continua a occuparsi delle sue aule rimesse a nuovo con le stampanti tridimensionali per ogni attività didattica, ogni esigenza. A Kharkiv, nel 2026, non vuole far crescere dei bambini maltrattati.

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