L’associazione Padre Damiano da Bozzano ha accettato la proposta formulata dalla Provincia Toscana dei Frati minori Cappuccini per rimanere nel Convento dei Cappuccini, pur con il rischio che le attività possano essere ridotte. Il ricavato delle iniziative dell’associazione, che da anni sostiene il convento con eventi e iniziative sociali, andrà a sostenere il proseguo delle attività. Tuttavia, non è ancora chiaro in che modo l’associazione potrà continuare a operare, né si è ancora trovato un accordo per l’utilizzo del salone, che è cruciale per la mensa dei poveri e per l’Università al Convento.
Un accordo con la proprietà, ma con limitazioni
La proposta della proprietà prevede un nuovo comodato con l’associazione, che include l’affidamento del bosco, dell’oliveto e della piana con accesso da via dei Colli, della stanza per la preparazione dei cibi da distribuire ai poveri e di parte della stanza attigua per lo stoccaggio dei viveri. Per quanto riguarda il salone, sarà affidato alle suore di Santa Elisabetta, con cui l’associazione dovrà interfacciarsi per ottenere il nulla osta per le attività. L’accordo mette fine a certe attività, ma potrebbe permettere, in modo ridotto, la mensa della carità, l’Università al Convento e alcuni corsi.
Non abbiamo altra scelta se non quella di accettare quanto ci viene proposto dalla proprietà
Il presidente dell’associazione, Desiderio Antonioli, ha spiegato che l’associazione non ha mai rifiutato la proposta che prevedeva l’utilizzo della piana, del salone e del bosco. Tuttavia, ha sottolineato l’amarezza per l’esito della vicenda, soprattutto dopo aver scoperto che il vescovo, frà Mario, era stato lui stesso a favore del trasferimento delle suore di Santa Elisabetta, nonostante queste fossero state invitate dalle suore missionarie di via Cavour a occupare il loro convento prossimo alla chiusura.
Un futuro incerto per il convento
Le suore di Santa Elisabetta, che si sono trasferite nel convento, non hanno ancora chiarito per quanto tempo resteranno lì, né chi opererà sopra di loro. Antonioli ha espresso preoccupazione per il rischio di cancellare 420 anni di storia del territorio e di vita francescana, solo perché il convento potrebbe diventare una preda appetibile per un imprenditore che gestisce strutture religiose a Massa. L’associazione, che ha operato per quasi 5 anni in armonia con i vecchi frati, ha cercato supporto morale dal vescovo, ma ha scoperto di rivolgersi a chi aveva promosso il trasferimento delle suore.
Il convento è di proprietà dei frati, ma la scelta di chi far rimanere è loro
Nonostante la proprietà del convento sia dei frati, l’associazione ha espresso preoccupazione per il fatto che la scelta di chi far rimanere nel convento possa portare a un abbandono del progetto e del desiderio di fare volontariato. L’associazione, che ha sempre visto i cittadini di Massa come “veri proprietari morali” del convento, continua a mettere in campo iniziative per mantenere vive le attività. Tra queste, domenica prossima torna il “Piccolo Cammino Francescano” con pranzo solidale, che si svolgerà in un percorso cittadino che si conclude al Convento dei Cappuccini.



