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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Economia

Risparmi in Calabria: 14.202 euro a testa, ma il divario con il Nord resta enorme

Risparmi in Calabria: 14.202 euro a testa, ma il divario con il Nord resta enorme

La Calabria si colloca al fondo della classifica nazionale per quanto riguarda i depositi bancari per abitante, con 14.202 euro a testa, quasi 8.500 in meno rispetto al Nord. I dati forniti da Isnec-Withub, basati sui dati della Banca d’Italia, evidenziano un divario economico profondo, che nonostante un aumento del risparmio, non si riduce in modo significativo. La regione, pur registrando un incremento più rapido rispetto al Nord dal 2021, rimane distante dal livello medio nazionale, che si attesta a 19.812 euro per abitante.

Un aumento del risparmio, ma non di sviluppo

Sebbene il risparmio in Calabria abbia registrato un incremento, il dato non basta a garantire un miglioramento strutturale dell’economia locale. L’aumento dei depositi può indicare una maggiore capacità di risparmio delle famiglie, ma può anche riflettere un atteggiamento prudenziale legato all’incertezza economica, alla difficoltà di trovare opportunità di investimento e alla percezione di un futuro poco prevedibile. Questo fenomeno non è sufficiente a generare crescita reale.

La classifica regionale e il divario con il Nord

Guardando alla classifica regionale, la Calabria si colloca poco sopra la Sicilia, con 14.202 euro a testa, mentre il Nord si attesta a 22.702 euro. Il divario con il Nord rimane enorme, con una differenza di 8.500 euro pro capite. La situazione è ancora più evidente se si osserva l’evoluzione degli ultimi cinque anni: il Mezzogiorno ha registrato un aumento dei depositi pro capite del 9,4%, mentre il Nord ha visto un incremento limitato al 1,3%. Le aree con livelli iniziali più bassi hanno accumulato risparmio più rapidamente. Nonostante questo, il divario economico persiste. A livello nazionale, il deposito bancario medio per abitante è arrivato a 19.812 euro, con una crescita del 4,3% rispetto al 2021. Tuttavia, le differenze territoriali sono profonde: 22.702 euro al Nord contro appena 13.049 euro nelle Isole. La Calabria, pur registrando un aumento, rimane lontana da questi livelli.

Da risparmio a sviluppo: la sfida della Calabria

Il vero problema per la Calabria non è solo la quantità di denaro depositata, ma la capacità di trasformare quel risparmio in sviluppo. Un aumento del risparmio non significa automaticamente un aumento della crescita. Per tradursi in sviluppo, il risparmio deve essere accompagnato da strumenti che indirizzino le risorse verso investimenti produttivi, occupazione e crescita dei territori. Guido Rosignoli, vicepresidente della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, sottolinea che senza opportunità produttive, accesso al credito e politiche che sostengano imprese e occupazione, l’incremento dei depositi rischia di non produrre effetti duraturi.

La Calabria, quindi, deve affrontare una doppia sfida: aumentare il risparmio e, soprattutto, trasformarlo in economia. Il dato dei 14.202 euro pro capite racconta soltanto metà della storia. L’altra metà riguarda la capacità di utilizzare quel risparmio per generare sviluppo. Ed è proprio su questo terreno che il divario con il Nord continua a essere più difficile da colmare.

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