Nel primo semestre 2026 gli imbottigliamenti di vino italiano si sono ridotti del 3%, con un calo complessivo di 9,86 milioni di ettolitri rispetto allo stesso periodo del 2025. La flessione, che si attesta al 3%, si colloca al di sotto della media del triennio 2023-2025, segnando una stabilizzazione dopo un inizio d’anno di forte contrazione. La dinamica trimestrale ha visto un calo iniziale del 7,7% nel primo trimestre, seguito da una riduzione al -0,6% nel secondo e un arresto al -0,3% nel terzo trimestre. Tra gennaio e settembre, gli imbottigliamenti sono cresciuti del 4,9% su base annua a settembre, ma il quadro generale rimane preoccupante.
Le categorie si dividono: Doc e Docg in crescita, rossi in difficoltà
La diversificazione tra le categorie di vino emerge chiaramente nei dati. I vini Doc e Docg registrano un recupero, con un aumento del 5% e del 4,9% rispettivamente, mentre Igt e rossi rimangono in difficoltà. I rossi, in particolare, segnano un calo del 18,9% nel terzo trimestre, con una contrazione del 13% nei primi nove mesi. I bianchi e gli spumanti, invece, mostrano una maggiore capacità di assorbimento, con un incremento del 6,7% e del 7,6% rispettivamente. Questa frammentazione indica un mercato in evoluzione, dove le preferenze dei consumatori si spostano verso determinate tipologie.
La dinamica dei consumi si diversifica a seconda della categoria e del tipo di vino. I rossi, al contrario, registrano una contrazione dell’8,8% nei primi nove mesi, mentre i bianchi e gli spumanti mostrano una crescita positiva. Questo scenario suggerisce una trasformazione nella domanda, con un maggiore interesse per alcune tipologie rispetto ad altre.
Le giacenze aumentano, ma l’equilibrio tra offerta e domanda resta incerto
Sebbene gli imbottigliamenti si siano stabilizzati, le giacenze di vino continuano a crescere. Al 31 luglio 2026, le scorte ammontavano a 15,96 milioni di ettolitri, un aumento del 16,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo dato solleva preoccupazioni sull’equilibrio tra disponibilità di prodotto e domanda, soprattutto alla luce dell’ingresso della nuova vendemmia. La maggiore capacità di assorbimento degli imbottigliamenti rappresenta un elemento positivo, ma il livello delle scorte rimane un fattore di incertezza per il settore. Le scorte in aumento mettono in luce una tensione tra offerta e domanda. La stabilizzazione degli imbottigliamenti non basta a risolvere il problema delle giacenze, che continuano a salire. Questo scenario richiede una maggiore attenzione da parte del settore, soprattutto in vista dell’arrivo della nuova annata.
Il presidente di Valoritalia, Francesco Liantonio, ha commentato i dati del terzo trimestre come un segnale di stabilizzazione dopo la contrazione della prima parte dell’anno, ma ha sottolineato che non si può ancora parlare di un’inversione strutturale della tendenza. «I dati del terzo trimestre rappresentano un segnale incoraggiante dopo le difficoltà registrate nella prima parte dell’anno. Non possiamo ancora parlare di una inversione strutturale della tendenza, ma la sostanziale stabilità degli imbottigliamenti e il ritorno alla crescita di Doc e Docg indicano una capacità di reazione del settore», ha affermato Liantonio.
La situazione del mercato del vino italiano appare quindi complessa, con andamenti diversi a seconda delle categorie e delle regioni. La stabilizzazione degli imbottigliamenti non riguarda tutte le tipologie allo stesso modo, e le giacenze restano un elemento di attenzione per il settore. Il mercato, pur mostrando segnali di ripresa, deve affrontare le sfide legate alla domanda, alle politiche commerciali e alle dinamiche di consumo in costante evoluzione.



