Il Sheraton Rome Parco de’ Medici ha completato il rinnovamento dell’edificio 2, un intervento che ha visto l’aggiornamento di camere e spazi comuni con un design ispirato al mondo del golf. Il progetto, firmato da Lorenzo Bellini Atelier e curato da Ele Spa con Relabor Srl come general contractor, ha trasformato una parte significativa del complesso immerso in 80 ettari di parco tra l’Eur e l’aeroporto di Fiumicino. L’hotel, che ospita 782 camere, 54 chalet, 22 suite, un campo da golf a 27 buche, quattro ristoranti e quattro bar, si presenta ora con un’identità rinnovata, in linea con gli standard Sheraton e con una visione del brand come “The world’s gathering place”.
Il golf come chiave del nuovo progetto
L’intervento ha mantenuto il legame con l’identità della struttura e con gli standard Sheraton, partendo dalla visione del brand come luogo in cui lavorare, incontrarsi, condividere un pasto o semplicemente rallentare. Il riferimento scelto per gli interni è il mondo del golf tra gli anni Venti e Cinquanta, considerato più come espressione di uno stile di vita che come disciplina sportiva. Da qui arrivano richiami all’abbigliamento classico, ai rituali delle club house e alla convivialità, in dialogo con il paesaggio di ulivi, verde e casali che circonda l’hotel.
Camere e spazi comuni con design raffinato
Nelle camere, completamente rinnovate, verde muschio, terracotta, cuoio e bordeaux incontrano pavimenti e boiserie in legno naturale. Sedute morbide, comodini arrotondati e lampade con paralumi in tessuto danno agli ambienti un’impronta più domestica; molte stanze si affacciano inoltre sul campo da golf. Il racconto prosegue nei dettagli: applique ispirate a rami e foglie, tessuti a righe e quadri e piccole scaffalature sopra i divani, dove fotografie in bianco e nero evocano momenti di gioco, paesaggi e abiti d’epoca. Anche corridoi e porte sono stati ripensati con moquette in sisal, tonalità bordeaux e oblò retroilluminati che richiamano la forma della pallina da golf.
Il tavolo centrale è uno degli elementi più riconoscibili dell’intervento: la superficie in mattonelle a righe bianche e nere poggia su una guida a scacchi bordeaux e crema, ripresa anche nei paralumi. Nel bar, la bottigliera retroilluminata entra nella boiserie in legno a rombi, mentre lampade a sfera e sospensioni riprendono con discrezione le geometrie del golf.
Il progetto si completa con cinque elementi di illuminazione artistica disegnati da Osanna Rebecchini, inseriti in uno spazio che mette insieme il richiamo alla campagna, la memoria delle club house e la dimensione del soggiorno contemporaneo. Il ristorante è stato riorganizzato per aprirsi maggiormente al verde del Parco de’ Medici. Le grandi finestre, gli specchi e le capriate in legno a vista costruiscono un rapporto più diretto con l’esterno; tre aree buffet, una parete in legno e un mobile centrale polifunzionale rispondono invece alle esigenze operative della sala.
La hall e il bar rappresentano un equilibrio tra lavoro e convivialità. Al desk, un lampadario scultoreo in vetro di Artemide accompagna il bancone in pietra lavica, mentre quinte in legno e un sipario nei toni del tabacco definiscono lo sfondo. Qui trovano posto lo Sheraton Booth, pensato per chi ha bisogno di lavorare con maggiore tranquillità, e il Community Table, dedicato invece alla socialità. Il rinnovamento dell’edificio 2 conferma l’impegno del Sheraton Rome Parco de’ Medici a integrare design e funzionalità, creando spazi che soddisfano le esigenze di chi viaggia, lavora o si prende una pausa. L’hotel, immerso in un’area verde di 80 ettari, si distingue per la sua capacità di unire tradizione e innovazione, mantenendo una forte connessione con il paesaggio circostante.



