Le Tre Cime di Lavaredo, simbolo delle Dolomiti, si trasformano in un cimitero di rifiuti e sacchetti di plastica abbandonati lungo i sentieri. È quanto emerge da una recente iniziativa di volontari che hanno raccolto i rifiuti lungo i due sentieri principali che portano al lago del Sorapis, in provincia di Belluno. L’azione, organizzata da Fabio Maffione, Aron Lazzaro e il gruppo Dolomiti da sogno, ha visto la partecipazione di una quarantina di volontari provenienti da diverse città venete, tra cui Padova, Rovigo, Treviso e Verona. L’iniziativa, la seconda edizione dopo l’anno scorso, ha visto la collaborazione del rifugio Vandelli, con un ristoro dedicato e fuori stagione.
Un problema crescente: rifiuti e sacchetti di plastica
Il problema non riguarda solo i classici rifiuti come bottiglie, lattine o plastica, ma anche i sacchetti di plastica utilizzati per la raccolta degli escrementi dei cani, abbandonati con cura tra i cespugli o sotterrati. «Il problema più grande – spiegano i volontari – è quello delle salviette detergenti umidificate: contengono plastica e non si degradano, come molti fazzoletti di carta, tenuti assieme da collant.» I sacchetti sono ammonticchiati dietro la chiesetta delle Tre Cime, lungo la passeggiata tra i rifugi Auronzo e Lavaredo, un’area che ha visto un aumento esponenziale del numero di visitatori, resa celebre anche dal web.
La pulizia dei sentieri non è solo un atto di volontariato, ma una necessità per preservare la bellezza e la purezza delle Dolomiti. I volontari hanno raccoglierto non solo i rifiuti più evidenti, ma anche quelli più minuti, come indumenti, biancheria, farmaci e occhiali. I rifiuti sono stati trovati in ogni parte del percorso, dal parcheggio dell’auto alla destinazione finale. «Questo vale per tutto il percorso, dal parcheggio dell’auto alla destinazione finale. Non riguarda soltanto i rifiuti che parrebbe ovvio riportare a valle, non abbandonare in montagna, come bottiglie, lattine, plastica.» I volontari hanno anche segnalato i punti più critici, con l’aiuto dei guardaparco delle Regole d’Ampezzo.
Un’azione di sensibilizzazione per il rispetto dell’ambiente
La protesta, che compare sul profilo Edorighini, segue di poco l’iniziativa dei volontari. L’autore si chiede come si possa comportarsi in questo modo, in un luogo che dovrebbe infondere rispetto per l’incanto dell’alpe. «Porta giù quello che porti su» è l’ammonimento ai turisti, un invito a rispettare l’ambiente e a non abbandonare i rifiuti. La pulizia dei sentieri non è solo un atto di volontariato, ma una necessità per preservare la bellezza e la purezza delle Dolomiti.
La collaborazione tra volontari, rifugi e autorità locali rappresenta un passo importante per il rispetto dell’ambiente e la tutela del patrimonio naturale. La situazione si fa sempre più critica, con migliaia di persone che ogni giorno si riversano nei sentieri, spesso senza rendersi conto dell’impatto che hanno sul territorio. I volontari, con la loro azione, non solo puliscono, ma anche sensibilizzano i visitatori su un tema sempre più urgente: la gestione dei rifiuti in montagna.
La campagna di pulizia ha visto la partecipazione di volontari da diverse regioni, che hanno lavorato fianco a fianco per ripulire i sentieri. L’azione ha suscitato un forte interesse tra i visitatori, che hanno apprezzato l’impegno dei volontari. La pulizia dei sentieri non è solo un atto di volontariato, ma una necessità per preservare la bellezza e la purezza delle Dolomiti.



