Un 16enne canadese è rimasto bloccato su un dirupo durante un’escursione pianificata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, ma è stato recuperato in elicottero dai volontari della North Shore Rescue. L’incidente si è verificato sabato scorso, a nord di Vancouver, in una zona montuosa dove i soccorritori stavano svolgendo un’esercitazione. Il ragazzo, partito da Grouse Mountain intorno alle 8 del mattino, aveva intenzione di raggiungere la cima del Crown Mountain, seguendo un percorso suggerito da un chatbot. Tuttavia, dopo aver perso la traccia escursionistica, si è ritrovato su un terreno di arrampicata e ha finito per bloccarsi alla base di un dirupo noto come «Widowmaker». Intorno alle 15:30 è stata lanciata l’allerta d’emergenza, e i soccorritori, che avevano trascorso la mattina in addestramento su quella montagna, hanno localizzato il ragazzo e lo hanno recuperato con un’intervento in elicottero, riportandolo alla base vicino alla diga di Cleveland prima delle 18:30.
Un caso non isolato
Non si tratta di un episodio unico: negli ultimi mesi, diversi casi simili si sono verificati in diverse parti del mondo. A luglio, due escursionisti lituani sono rimasti bloccati su terreno da arrampicata sotto la cima della Niebieska Turnia, nel sud della Polonia, dopo aver seguito una scorciatoia suggerita da ChatGPT. Hanno chiesto aiuto al soccorso alpino e sono stati evacuati in elicottero. Anche in Canada, nel 2025, due escursionisti si sono persi sull’Unnecessary Mountain, seguendo un itinerario pianificato con ChatGPT, senza tenere conto del meteo e senza attrezzatura adatta ai sentieri innevati. In California, tre giovani hanno perso la strada sul Mount Shasta, dopo aver fatto ampio affidamento su Gemini, il chatbot di Google, ricevendo stime errate sulle necessità di cibo e acqua da portare.
Il rischio di seguire percorsi non verificati o non adatti al contesto è crescente, soprattutto quando si utilizza l’intelligenza artificiale per pianificare attività in ambienti complessi come le montagne. Le informazioni fornite da chatbot non sempre sono accurate o complete, e possono portare a situazioni pericolose, come quella vissuta dal 16enne canadese.
Le conseguenze dell’uso improprio dell’AI
Paul Markey, responsabile delle ricerche del soccorso locale, ha sottolineato come l’errore di calcolo del chatbot abbia messo il 16enne in una situazione «che andava oltre le sue capacità e le cose sarebbero potute degenerare piuttamente in fretta». Il ragazzo, al momento del recupero, era terrorizzato e «temeva decisamente per la sua vita», come ha raccontato un resoconto pubblicato sui social network dai soccorritori. Markey ha lanciato un messaggio di allerta, insistendo sulla necessità di mettere in discussione le risposte fornite dall’intelligenza artificiale: «Siate cauti quando ottenete percorsi e informazioni suggeriti dall’intelligenza artificiale. Dovete capire se le informazioni date dall’AI hanno senso oppure no».
Questi episodi mettono in luce i rischi dell’uso improprio dell’intelligenza artificiale per pianificare attività ad alta quota, dove la precisione e la conoscenza del territorio sono fondamentali. Mentre le grandi aziende tecnologiche spingono per un uso sempre più esteso dell’AI nella vita quotidiana, i casi di questo tipo stanno aumentando, sollevando preoccupazioni su come le persone possano essere guidate da informazioni non sempre affidabili o complete.



