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giovedì 8 Ottobre 2026

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Esteri

La crisi abitativa scuote l’Europa, con un focus su Spagna e Italia

La crisi abitativa in Europa si fa sempre più urgente, con proteste in Spagna e dati preoccupanti in Italia.

La crisi abitativa si fa sempre più drammatica in tutta l’Europa, con proteste in piazza in Spagna e dati allarmanti in Italia. La casa è diventata un “problema” che coinvolge milioni di cittadini, con sfratti in aumento, prezzi degli affitti alle stelle e un’offerta insufficiente. L’Unione europea cerca di affrontare la situazione, ma la competenza rimane soprattutto a livello nazionale e locale. La crisi non è più un tema confinato a singoli Paesi, ma un problema comune che riguarda interi continenti.

La casa come bene essenziale

La casa è considerata un bene essenziale, al pari della sanità e dell’istruzione, e deve essere tutelata. L’accesso a alloggi dignitosi e a prezzi accessibili incide sulla vita dei cittadini, in particolare dei giovani e delle persone più vulnerabili. Il ministro irlandese Thomas Byrne ha sottolineato come la crisi abitativa influenzi la capacità delle persone di trovare lavoro, trasferirsi per motivi professionali, creare una famiglia e accedere all’istruzione. La situazione è diventata così critica da richiedere interventi concreti a livello europeo.

Le politiche europee per affrontare la crisi

La Commissione europea ha presentato la strategia “Affordable Housing Act” per contrastare l’aumento del carovita e la riduzione dell’offerta a causa dell’aumento di formule come case-vacanza e affitti brevi. La misura punta a rimettere al centro delle città i propri cittadini, fornendo strumenti utili a contrastare l’aumento del carovita. La proposta ha trovato una duplice accoglienza: positiva da varie parti politiche, sindacali e associative, contraria da altri ambienti politici e dalle categorie legate al turismo.

La strategia introduce una metodologia comune per identificare le aree a forte tensione abitativa e permette di limitare affitti brevi e immobili sfitti, a patto di dimostrare un impatto negativo per almeno un triennio. Sul fronte dell’offerta, la Commissione punta a velocizzare i cantieri con permessi rilasciati entro un massimo di 60 giorni, corsie preferenziali per l’edilizia sociale e vincoli ventennali anti-speculazione sui prezzi calmierati, mobilitando oltre 50 miliardi tra fondi europei già stanziati e riprogrammati.

La situazione in Italia e in Spagna è particolarmente critica. In Italia, secondo il Censis, sono 8 milioni e mezzo le case inutilizzate, un quarto delle abitazioni intestate a persone fisiche. Gli sfratti, soprattutto per morosità, sono in forte aumento, con oltre 20mila eseguiti l’anno. Difficile “metter su casa” per le giovani coppie o per le famiglie monoreddito; altrettanto arduo trovare casa per chi si muove per ragioni di studio o di lavoro. I prezzi per l’acquisto di immobili lievitano, mentre gli affitti sono alle stelle, specialmente nelle grandi e medie città.

La crisi abitativa in Spagna ha mobilitato l’opinione pubblica, con proteste in piazza che hanno portato all’attenzione del problema. Il caso di Maricarmen, un’anziana signora sfrattata dalla propria abitazione, ha suscitato indignazione e ha spinto l’Europa a prendere posizione. Il governo italiano ha presentato il “Piano casa” che vorrebbe recuperare 60mila alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi sfitti o inagibili. Tuttavia, secondo Federcasa, occorrerebbero 300mila case popolari per risolvere il problema. La soluzione passa anche attraverso l’innovazione nel settore dell’edilizia. La modernizzazione dell’industria delle costruzioni è vista come una chiave per tagliare tempi, costi e impronta ecologica degli edifici. I metodi moderni di costruzione, come sistemi di edilizia modulare, prefabbricati e produzioni off-site, sono considerati una risposta necessaria. Il Cese mette in guardia che l’innovazione tecnologica non può essere solo guidata dal mercato, ma deve convergere con la tutela dei diritti dei lavoratori.

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