Nei primi dieci anni del periodo analizzato, i reati commessi a danno di minori in Italia hanno registrato un incremento del 43%, con 7.272 vittime nel 2025. Il dato, reso noto da Terre des Hommes, si basa su un’analisi condotta dal Servizio Analisi criminale della Direzione centrale Polizia criminale. La crescita, pur non essendo così marcata come in anni precedenti, conferma una tendenza costante di aumento. In termini assoluti, si registrano 2.192 vittime in più rispetto al 2015.
Maltrattamenti in famiglia: il reato più diffuso
La fattispecie di gran lunga più numerosa è quella dei maltrattamenti in famiglia, che conta 3.008 vittime, il 41,4% del totale. Questo dato segna un incremento del 109% rispetto al 2015 e del 1% rispetto al 2024. La violenza sessuale e la violenza sessuale aggravata seguono con 1.545 vittime, mentre l’abbandono di persone minori o incapaci registra 637 casi. Insieme, queste voci rappresentano il 71,4% delle vittime totali.
Le bambine e le ragazze rappresentano il 54% delle vittime di reati su minori nel 2025. Tra le sette fattispecie sessuali, il 82,6% delle vittime è di sesso femminile, con un’incidenza particolarmente alta nella violenza sessuale e nella corruzione di minorenne. Il 79% delle vittime di detenzione di materiale pornografico e il 71% di pornografia minorile sono femminili. La famiglia, che dovrebbe essere il primo spazio di protezione, continua a essere il luogo in cui troppi bambini e bambine subiscono violenza, trascuratezza o abuso.
Un protocollo per la protezione dei minori
Terre des Hommes ha promosso un protocollo di intesa tra Anci e la Fondazione, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei Comuni nella protezione dei minori. L’azione di contrasto alla violenza sui minori deve essere globale, coinvolgendo non solo le Forze di polizia, ma anche tutti gli attori istituzionali locali. Il protocollo al quale stiamo lavorando è un passo fondamentale per rimettere al centro della strategia di intervento le persone, a partire dai territori che le rappresentano.
La presenza di reati che coinvolgono la responsabilità degli adulti nella cura e nella protezione dei più piccoli ha ulteriormente messo in luce la necessità di un approccio integrato. I dati del Dossier indifesa 2026 restituiscono una fotografia drammatica: la prevenzione e il contrasto alla violenza sui minori non possono prescindere dalla centralità dei territori. I Comuni rappresentano il primo presidio istituzionale e più prossimo alla vita quotidiana di bambini, bambine e famiglie. È proprio nelle comunità locali – nelle scuole, nei servizi sociali, negli spazi aggregativi e sportivi – che si gioca la partita decisiva per l’emersione precoce dei segnali di disagio e per la costruzione di una rete di protezione solida e capillare.
I casi di sottrazione di persone incapaci sono 311, con aumenti rispettivamente del 12% e del 23%. L’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina coinvolge 360 vittime: il 4% in più nell’ultimo anno e il 35% in più rispetto a dieci anni prima. La crescita del fenomeno ha spinto Terre des Hommes a promuovere un protocollo di intesa tra Anci e la Fondazione, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei Comuni nella protezione dei minori. La violenza sessuale e la violenza sessuale aggravata insieme raggiungono le 1.545 vittime. I dati, elaborati dal Servizio Analisi criminale della Direzione centrale Polizia criminale, sono stati resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes e sono pubblicati all’interno del Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2026, presentato giovedì 8 ottobre a Roma nella sede dell’Anci, in vista della Giornata internazionale delle bambine (11 ottobre).



