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giovedì 8 Ottobre 2026

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Il sindaco di Moncalieri frena il data center da 5 miliardi: «Chiediamo garanzie su ambiente e posti di lavoro»

Il sindaco di Moncalieri, Lorenzo Mauro, frena un progetto di data center da 5 miliardi, richiedendo garanzie sull’impatto ambientale e sui posti di lavoro.

Il sindaco di Moncalieri, Lorenzo Mauro, ha deciso di mettere in pausa il progetto di costruzione di un data center da 5 miliardi di euro, sottolineando la necessità di garantire l’interesse pubblico. L’annuncio, reso pubblico attraverso un video su una piattaforma sociale, ha suscitato reazioni tra i cittadini e i media. Il primo cittadino ha espresso preoccupazioni per l’impatto ambientale, i consumi energetici e la mancanza di certezze sui posti di lavoro che potrebbe generare. «Troppe carenze nella proposta che abbiamo ricevuto», ha detto Mauro, aggiungendo che il suo compito è tutelare l’interesse pubblico.

Un progetto in sospeso

Il progetto, che prevede la trasformazione dell’ex area Ilte in un gigantesco centro dati, ha suscitato polemiche e preoccupazioni tra i cittadini, specialmente per l’impatto energetico e la scarsa trasparenza sui consumi d’acqua. Il sindaco ha spiegato che, nonostante l’accordo con Terna per il reperimento di energia elettrica, ci sono temi fondamentali che rimangono senza risposte certe: il riutilizzo del calore, i consumi d’acqua e i generatori d’emergenza. «Senza indicazioni su posti di lavoro creati, impatto sull’ambiente e consumi energetici non ho modo di dire se questo investimento privato incontra l’interesse pubblico della mia comunità oppure no», ha sottolineato Mauro. Il sindaco ha espresso preoccupazioni per l’impatto ambientale e la mancanza di certezze sui posti di lavoro. Inoltre, ha riconosciuto che alcune notizie circolate sui social sono false e servono solo a spaventare. «C’è chi ha scritto che i cittadini pagheranno 20 euro in più in bolletta o che si arriverà al prosciugamento della città: queste sono falsità», ha detto.

Un dibattito tra sviluppo e sostenibilità

Il sindaco ha riconosciuto la difficoltà di conciliare lo sviluppo del territorio con l’aspetto ambientale, ma ha espresso la necessità di una legge nazionale per regolamentare l’industria dei data center. «Capisco la difficoltà, ma penso che una legge nazionale possa essere utile, specialmente se vogliamo dotare questo Paese di una politica industriale», ha affermato. Inoltre, ha sottolineato che la questione dell’acqua e dell’energia è importante, ma ha anche rilevato che alcune notizie circolate sui social sono false e servono solo a spaventare.

Il sindaco ha anche spiegato che, dopo aver ricevuto la proposta il 29 luglio, il Comune ha iniziato la fase di analisi degli uffici tecnici. Dall’esito dell’ultima conferenza dei servizi, emersero alcune carenze progettuali e documentali che non consentono di valutare complessivamente l’interesse pubblico. «Io ho studiato a lungo e finora sono stato in silenzio per rispettare il lavoro degli uffici comunali», ha detto Mauro, aggiungendo che entro fine ottobre manderà le osservazioni al privato rispetto alle carenze progettuali.

Il sindaco ha espresso la necessità di una legge nazionale per regolamentare l’industria dei data center. Inoltre, ha riconosciuto che il fenomeno dei data center sta crescendo velocemente, e la politica talvolta fatica a tenere il passo. «Mi sono fatto l’idea di un mondo che va molto veloce. E la politica, talvolta, fatica a tenere il passo», ha detto. Tuttavia, ha rassicurato che non si sente solo e che la bussola dell’amministratore pubblico deve sempre essere l’interesse della città. «Dentro i fenomeni più grandi si può trovare sempre questo equilibrio», ha concluso.

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