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venerdì 9 Ottobre 2026

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Cronaca

Cani provenienti dall’Est Europa sfruttati in attività criminali, commerciante denuncia traffico illegale

Commerciante veneziana denuncia traffico di cani sfruttati da borseggiatori, animali legati e usati come esca.

Un fenomeno in crescita, denunciato da una commerciante

A Venezia, una commerciante residente a San Polo ha lanciato l’allarme su un traffico illegale che coinvolge cani provenienti dall’Est Europa, utilizzati da borseggiatori come esca per impietosire i passanti. La donna, che ha sviluppato un interesse per il tema dell’accattonaggio con i cani negli ultimi mesi, ha raccontato come i cani vengano sfruttati in modo brutale e spesso legati fuori dai supermercati o in strada, mentre i loro padroni si preparano a compiere attività criminali. «Partono anche con dieci animali alla volta», ha spiegato.

La rete di borseggiatori si estende a tutta la città La commerciante ha sottolineato come il fenomeno non sia limitato al centro storico, ma si estenda anche a Mestre, dove i borseggiatori partono per venire a rubare in laguna. In un episodio specifico, ha descritto di aver visto una decina di cani legati fuori da un supermercato di via Torino, mentre i loro padroni si lavavano nei bagni prima di prendere il treno. «Quando sono arrivati abbiamo capito che si trattava di un giro di borseggiatori», ha aggiunto.

Un sistema organizzato, con parenti coinvolti

Secondo la testimone, il fenomeno non è casuale ma parte di un sistema organizzato. «Sono tutti collegati in qualche modo», ha sottolineato la commerciante, spiegando che i borseggiatori coinvolti sono spesso parenti, come fratelli, cugini o altre figure di famiglia. In un caso specifico, la donna ha raccontato di aver visto una decina di cani legati fuori da un supermercato di via Torino, mentre i loro padroni si lavavano nei bagni prima di prendere il treno. «Quando sono arrivati abbiamo capito che si trattava di un giro di borseggiatori», ha aggiunto. La collaborazione con la polizia ha portato a diversi sequestri

La commerciante, insieme a tre amiche residenti nel centro storico, ha creato un gruppo WhatsApp per ricevere segnalazioni di mendicanti accompagnati da cani, di maltrattamenti o situazioni sospette. Le quattro donne, note nel loro giro, hanno iniziato a collaborare con la polizia locale, portando direttamente le segnalazioni e contribuendo a sequestrare i cani e a metterli in salvo. «Per non farci riconoscere da loro e avvicinarci, così da fare dei video, ci siamo messe due parrucche», ha spiegato la donna, che ha portato al canile sanitario decine di cani, alcuni dei quali sono stati messi in lista per l’adozione.

La polizia locale sta indagando per ricostruire la rete dietro a questo fenomeno. Secondo le dichiarazioni, i cani vengono sdoganati da un veterinario che firma documenti falsi per permettere il trasferimento illegale. «Vengono appositamente portati qui dall’estero, come i loro padroni», ha spiegato la commerciante, sottolineando che molti di loro provengono da Romania. I cani, spesso in condizioni di salute pessime, vengono utilizzati come esca per ingannare i passanti, mentre i loro padroni compiono attività di borseggiamento. «Ne contiamo circa quaranta, se si contano anche i cuccioli nati dalle mamme che erano incinte e costrette a vivere in quelle condizioni sconvolgenti», ha concluso la donna.

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