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venerdì 9 Ottobre 2026

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Economia

Fiducia imprese in Piemonte-Torino in ripresa, ma caro-energia blocca investimenti e redditività

Fiducia imprese in Piemonte-Torino in ripresa, ma caro-energia blocca investimenti e redditività

Un quadro in chiaroscuro per le imprese piemontesi

Le imprese del Piemonte e della città di Torino registrano un miglioramento nella fiducia, ma il caro-energia e l’instabilità geopolitica continuano a frenare i margini, l’export e gli investimenti. Secondo l’indagine congiunturale di Confindustria Piemonte e dell’Unione Industriali Torino, il quarto trimestre si apre con attese in miglioramento, ma il recupero resta fragile e a due velocità. L’occupazione, la produzione e gli ordini segnano un aumento significativo, ma la redditività e l’export restano in territorio negativo, seppur in risalita. La fiducia torna a crescere, ma i margini continuano a soffrire. Il 77% delle imprese prevede rincari significativi dell’energia, un aumento di 20 punti rispetto alla scorsa rilevazione. L’industria, che pesa per due terzi del campione, torna in positivo sulla produzione a +2,3%, ma continua a soffrire sui margini a -10,7%. La metalmeccanica, principale aggregato regionale, registra un saldo positivo per la prima volta dopo 12 trimestri, ma il quadro è eterogeneo.

Settori in crescita e quelli in difficoltà

Tra i settori in crescita, spicca l’alimentare, che segna un aumento del +21,7%, sostenuto dalle festività, e il cartario-grafico, che cresce del +16,7%. Al contrario, la chimica scivola a -8,1%. L’industria elettrica, invece, registra un balzo del +20,8%, trainata dagli investimenti in elettrificazione e reti. L’automotive, invece, rimane in negativo a -3%, mentre la metallurgia e i prodotti in metallo segnano rispettivamente -11,9% e -4,3%. Il terziario traina la ripresa, ma l’industria resta in difficoltà. Il terziario, con un saldo a doppia cifra su produzione e ordini, è la locomotiva del recupero. I settori come ICT, servizi alle imprese, commercio e turismo registrano un forte recupero, con il turismo che cresce del +10,8% grazie alla stagionalità di fine anno. Torino, però, nonostante la crescita, rimane il nodo del problema redditività.

Occupazione a +13% (+2,8 punti), produzione a +12,4% (+6,6 punti) e ordini a +10,3% (+5,5 punti). Il terziario cittadino raddoppia le attese con produzione a +21,2% e ordini a +20,6%. Più cauta l’industria torinese, ma con performance superiori al Piemonte: produzione a +5,6% contro +2,3% e redditività a -6,6% contro -10,7%. L’export torna in pareggio. Il portafoglio ordini si allunga, con il 28,3% delle aziende con copertura oltre i sei mesi.

Investimenti in crescita, ma solo per sostituzione. La propensione a investire sale al 74,8% in Piemonte e al 74,6% a Torino. Tuttavia, a Torino la crescita è tutta su sostituzione, con il 51,1% delle aziende che investe per l’ammodernamento, mentre i nuovi impianti restano fermi al 23,5%. L’iper-ammortamento spinge l’ammodernamento ma non l’espansione. L’utilizzo degli impianti rimane stabile al 77,6%, mentre il ricorso alla Cig cala leggermente, con il 7,5% in regione e l’8,2% a Torino.

La transizione sostenibile è frenata dall’instabilità geopolitica. L’indagine dedica un focus ai driver della transizione sostenibile, con le imprese che indicano come principale fattore di pressione l’instabilità geopolitica, soprattutto per la manifattura e l’export. L’innovazione è la leva per rispondere, mentre cresce l’interesse per prodotti e servizi green. La decarbonizzazione e l’economia circolare restano ai margini, specie per le piccole e medie imprese. Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino, sottolinea che il quadro è in chiaroscuro e che servono politiche industriali di lungo periodo per aumentare la dimensione delle imprese e sbloccare le autorizzazioni sulle rinnovabili, la prima ricetta contro il caro-energia. Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte, ricorda che nella manovra sarà prioritario garantire stabilità alle soluzioni su energia e carburanti, per non fermare investimenti e credito.

  • Occupazione a +13% (+2,8 punti)
  • Produzione a +12,4% (+6,6 punti)
  • Ordini a +10,3% (+5,5 punti)

La ripresa, seppur iniziata, resta fragile e dipende da fattori esterni come l’instabilità geopolitica e i costi energetici. Le imprese piemontesi, pur mostrando una fiducia in crescita, devono affrontare un contesto economic

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