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venerdì 9 Ottobre 2026

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Navi Pillay, la giurista sudafricana premiata per il diritto internazionale e la pace

La giurista sudafricana Navi Pillay ha vinto il Nobel per la pace 2026 per il suo impegno nel promuovere il diritto internazionale e la pace.

Navi Pillay, giurista sudafricana, ha vinto il Premio Nobel per la pace 2026 per il suo impegno nel promuovere il diritto internazionale e la pace. La vincitrice del premio ha accusato formalmente Israele di aver commesso un genocidio a Gaza, un’accusa respinta dalle autorità israeliane. Pillay, che ha ricoperto ruoli di alto rango a livello internazionale, ha guidato una Commissione Indipendente delle Nazioni Unite che ha concluso nel settembre 2025 che Israele aveva commesso quattro dei cinque atti genocidi definiti dalla Convenzione del 1948.

Un lavoro di lunga durata per il diritto internazionale

Pillay ha dedicato la sua carriera al rafforzamento del diritto internazionale e alla difesa dei diritti umani. Nata il 23 settembre 1941, ha ricoperto la carica di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014. Ha inoltre prestato servizio come giudice presso l’Alta Corte del Sudafrica, il Tribunale penale internazionale per il Ruanda e la Corte penale internazionale. Nell’aprile 2015, è diventata il sedicesimo commissario della Commissione internazionale contro la pena di morte. Il lavoro di Pillay ha sempre avuto come obiettivo la giustizia e la pace globale. Ha ricoperto ruoli di alto rango in istituzioni internazionali, contribuendo a processi importanti e a decisioni che hanno cambiato il corso della storia. Il Comitato del Nobel ha sottolineato che il diritto internazionale è sottoposto a pressioni e attacchi, ma resta un pilastro fondamentale per la pace e la giustizia globale.

Accuse di genocidio a Gaza e la risposta internazionale

Nel settembre 2025, la Commissione presieduta da Pillay ha concluso che Israele aveva commesso un genocidio nella Striscia di Gaza, un’accusa respinta dalle autorità israeliane. La giurista ha sottolineato che le autorità israeliane non avevano intrapreso azioni per punire i responsabili. «La comunità internazionale non può rimanere in silenzio di fronte alla campagna genocida di Israele contro il popolo palestinese a Gaza», ha dichiarato Pillay.

Le istituzioni che difendono il diritto internazionale sono sottoposte a enormi pressioni, ha evidenziato il presidente del Comitato norvegese per il Nobel, Jorgen Watne Frydnes. «Nel mondo in cui viviamo, con più conflitti di quanti ne abbiamo visti da molto tempo, sostenere, rafforzare e ampliare il lavoro di queste istituzioni è fondamentale per un mondo più pacifico», ha aggiunto. Pillay ha anche scherzato durante la consegna del premio, dicendo: «Se applaudite un po’ più forte, forse dividerò il premio con Trump». La sua reazione è stata colta da Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, e pubblicata su X. Pillay ha ricordato il lavoro svolto alla guida della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’ONU sui Territori palestinesi occupati e Israele.

  • Ha ricoperto il ruolo di giudice presso l’Alta Corte del Sudafrica
  • Ha guidato il Tribunale penale internazionale per il Ruanda
  • Ha presieduto la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato

Pillay è stata una delle voci più coraggiose nel difendere il diritto internazionale, anche quando le sue conclusioni hanno suscitato reazioni forti. Il Comitato del Nobel ha sottolineato che il diritto internazionale è sottoposto a pressioni e attacchi, ma resta un pilastro fondamentale per la pace e la giustizia globale.

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