Le imprese in Italia si rinnovano a un ritmo inferiore rispetto alla media europea, con un tasso di nascita al 7,9% nel 2024, il più basso tra i Paesi membri dell’Unione Europea. Gli imprenditori, inoltre, si invecchiano: l’età media è di 56,4 anni, con un’alta percentuale di soggetti che superano i 60 anni. Questa dinamica demografica mette a rischio la continuità del tessuto imprenditoriale nazionale, che rappresenta il 99% del totale e genera oltre il 70% dell’occupazione.
Un tasso di nascita al di sotto della media europea
Secondo i dati Eurostat, nel 2024 in Italia sono nate poco meno di 8 imprese ogni 100 attive, a fronte di un tasso di chiusura del 6,4%. Questo significa che, pur superando le cessazioni, il tasso di nascita delle nuove imprese è particolarmente basso, tra i minimi in Europa. In Lituania, ad esempio, il tasso è del 17,5%, mentre in Germania si attesta al 7,8%. La scarsa dinamicità del settore imprenditoriale italiano si riflette anche in settori chiave come la manifattura, dove il tasso di nascita è al 4,3%, quasi dimezzato rispetto al dato medio generale.
Il tasso di nascita delle imprese in Italia è il più basso in Europa. Anche se le registrazioni continuano a essere più numerose delle cessazioni, il dato sottolinea una tendenza a un rinnovamento limitato. In settori come i servizi educativi, invece, il tasso di nascita è più elevato, con un dato del 20,1%, a fronte di un tasso di mortalità del 6,4%, segnando un segmento in forte espansione.
Un’età media in aumento e un ricambio generazionale insufficiente
L’età media degli imprenditori italiani è in continuo aumento, con il 36% che ha oltre 60 anni e il 20% che supera i 65. Questo fenomeno è particolarmente evidente in regioni come Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, dove gli imprenditori over 60 sfiorano o superano il 40%. La mancanza di un ricambio generazionale rende critico il tema del passaggio generazionale: solo il 13% delle aziende riesce a raggiungere la terza generazione.
La crisi demografica non riguarda solo la popolazione, ma anche il tessuto imprenditoriale. Il sistema produttivo italiano riflette e amplifica le dinamiche demografiche del Paese, con un tessuto di imprese che fatica a rinnovarsi. Le poche nuove «nascite» riguardano anche le aziende, mentre gli imprenditori che guidano quelle esistenti sono sempre più anziani, mettendo a rischio la continuità e la vitalità del tessuto economico nazionale. La mancanza di un ricambio generazionale e l’età avanzata degli imprenditori rappresentano un problema strutturale per l’economia italiana. Senza una pianificazione adeguata, il tessuto imprenditoriale rischia di perdere la sua vitalità e capacità di innovazione, con conseguenze a lungo termine per la crescita del Paese.



