Due gare in Italia hanno reso visibile il costo reale dei pasti scolastici, con prezzi che variano da 6,6 euro a pasto a Campobasso a 4 milioni di euro a Alatri. Le due città, Fr e Campobasso, hanno lanciato appalti per la ristorazione scolastica, mettendo in luce il difficile equilibrio tra prezzo, qualità, materie prime e servizio. Il focus è su come i comuni gestiscono il cibo per gli studenti, cercando di rispettare standard nutrizionali, criteri ambientali e condizioni di lavoro.
Alatri, gara da 4 milioni per la ristorazione scolastica
A Alatri, nella provincia di Frosinone, è stata lanciata una gara europea per la gestione del servizio di ristorazione nelle scuole dell’infanzia e primarie. Il valore complessivo dell’appalto è di 4,032 milioni di euro, con un contratto di cinque anni. La procedura si basa sul criterio del miglior rapporto qualità-prezzo, un approccio che cerca di bilanciare il costo con l’efficienza e la qualità del servizio. Il progetto prevede un’organizzazione che include standard nutrizionali, logistica, personale e requisiti ambientali.
A Campobasso il prezzo scende a 6,666 euro a pasto
A Campobasso, invece, il prezzo per pasto è stato fissato a 6,666 euro, Iva esclusa, con un punteggio di 86,64 su 100. L’aggiudicatario è Camst, un’azienda che ha presentato un’offerta vincente. Il contratto ha una durata iniziale di tre anni, con la possibilità di prorogare per altri due. Il valore triennale dell’appalto, Iva inclusa, è di 3,109 milioni di euro. Questo prezzo rappresenta un’indicazione concreta sul costo reale di un pasto scolastico, che include non solo il cibo, ma anche la gestione del servizio e la tracciabilità delle materie prime. Entrambi i casi mostrano come la refezione scolastica sia diventata un servizio pubblico economicamente rilevante, richiedendo un equilibrio tra prezzo, qualità e sostenibilità. Il capitolato prevede un servizio a basso impatto ambientale, che rispetta i Criteri ambientali minimi (Cam) e include requisiti per la mensa biologica. La tracciabilità delle materie prime e l’organizzazione del servizio sono elementi chiave per garantire la qualità e la sicurezza del cibo servito agli studenti.
Il prezzo non basta a definire il valore del servizio, ma deve convivere con standard nutrizionali, organizzazione, personale e requisiti ambientali. Questi dati mettono in luce l’importanza di un approccio equilibrato, che tenga conto non solo del costo, ma anche della qualità e della sostenibilità del servizio. La tracciabilità e la provenienza delle materie prime sono elementi chiave per garantire la qualità e la sicurezza del cibo servito agli studenti. Entrambi i casi evidenziano come la gestione del cibo scolastico non riguardi solo il prezzo, ma anche l’organizzazione, la sostenibilità e la conformità a standard ambientali e nutrizionali.



