Un violento tornado ha colpito la costa siciliana a sud di Marsala il 9 ottobre, causando ingenti danni e devastando una scuola. L’evento si è sviluppato in condizioni atmosferiche tipiche dei fenomeni tornadici che interessano la Sicilia nel mese di ottobre, quando l’arrivo di aria più fresca sopra un Mediterraneo ancora caldo favorisce la formazione di trombe marine capaci di raggiungere la terraferma. L’evento ha suscitato preoccupazione per la sua intensità e per la sua frequenza in un periodo dell’anno in cui i fenomeni estremi sono particolarmente comuni.
Le differenze tra tromba marina e tornado
Le trombe marine e i tornado sono fenomeni simili, ma non identici. La tromba marina è un vortice d’aria che scende dalla base di una nube temporalesca e ruota sulla superficie del mare. Ne esistono due tipi: la non tornadica, la più comune e debole, e la tornadica, che può raggiungere intensità molto maggiori e persistere anche sulla terraferma. Il tornado, invece, è lo stesso tipo di vortice, ma tocca il suolo. La differenza è fondamentale per comprendere l’impatto dell’evento a Marsala.
La classificazione dei tornado si basa sui danni osservati, non su misure dirette del vento. Un F2 corrisponde a venti stimati tra 181 e 253 chilometri orari, con tetti divelti, auto sollevate e grandi alberi sradicati. Per il vortice di Marsala, il Centro Meteorologico Siciliano indica che i danni sarebbero compatibili con un tornado F2-F3, ma si tratta di una valutazione preliminare.
Un evento difficile da prevedere
Secondo i ricercatori Mario Marcello Miglietta e Roberto Ingrosso del Cnr-Isac, la previsione del tornado era particolarmente difficile. Le condizioni meteorologiche su larga scala non apparivano eccezionalmente intense, rendendo complessa l’analisi. «E’ già accaduto che tornado violenti si abbattano sulla Sicilia, sebbene in passato questi abbiano interessato principalmente la costa orientale» spiegano i due esperti. Il tornado di Marsala è stato associato a una supercella, un temporale con una corrente ascensionale organizzata che può generare più tornado in successione. Tuttavia, l’origine a supercella e l’intensità definitiva del vortice non sono ancora confermate. L’evento ha messo in luce la vulnerabilità delle coste siciliane ai fenomeni atmosferici estremi autunnali.
La Sicilia ha visto in passato eventi devastanti, come il tornado di Catania del 7 ottobre 1884. L’evento causò 30 morti, collocandosi tra i dieci tornado con il maggior numero di vittime nella storia europea. Tra gli eventi più recenti vengono ricordati quello di Modica del 17 novembre 2011 e il tornado che il 10 settembre 2021 provocò una vittima a Pantelleria.
Ottobre rappresenta il periodo di massima attività tornadica nell’isola. Le condizioni favorevoli alla formazione di trombe marine e tornado si verificano quando l’aria più fresca si incontra con le acque calde del Mediterraneo. L’evento di Marsala è stato favorito da correnti umide sudoccidentali, elevata umidità e instabilità atmosferica. Tuttavia, l’assenza di segnali particolarmente intensi nella circolazione generale ha reso difficile anticipare il fenomeno. Il tornado di Marsala ha messo in luce la necessità di una maggiore attenzione alle condizioni meteorologiche estreme in un periodo dell’anno in cui la Sicilia è particolarmente esposta. Gli esperti ricordano che, nonostante l’evento sia stato estremo, non si tratta di un fenomeno raro quanto si potrebbe pensare.



