Un 13enne ha tentato il suicidio a scuola a Treviso, in provincia del Veneto, durante la ricreazione. L’episodio, avvenuto il 10 ottobre 2026, ha scosso l’istituto secondario di primo grado dove l’alunno ha lanciato da una finestra di circa quattro metri, dopo aver procurato tagli alle braccia. I soccorritori del 118, insieme ai carabinieri, hanno stabilito il giovane prima del trasporto d’urgenza al pronto soccorso. Il ragazzo ha riportato diverse fratture e rischia la paralisi. L’episodio ha suscitato preoccupazioni e dibattiti tra le famiglie e il personale scolastico.
Le dinamiche del caso e i sospetti di bullismo
Secondo quanto riferito da alcuni studenti dell’istituto, il ragazzo veniva preso di mira da alcuni compagni a causa del suo modo di parlare. L’episodio ha sollevato forti polemiche tra le famiglie per la gestione della comunicazione e per i livelli di sorveglianza nei corridoi. «La scuola non ci ha detto niente – raccontano alcuni al quotidiano – è andata avanti come se non fosse successo nulla. Capiamo la riservatezza, ma certe cose non possono semplicemente passare sotto silenzio». La situazione ha messo in luce la necessità di una maggiore attenzione alle dinamiche relazionali tra gli studenti.
La scuola ha introdotto nuove misure di controllo per prevenire futuri episodi. Il dirigente scolastico ha introdotto nuove e rigide misure di controllo per gli spostamenti degli alunni, con il divieto di rientro nell’edificio durante la ricreazione all’aperto. Docenti e personale ATA presiederanno gli accessi, mentre le porte di sicurezza ai piani superiori saranno aperte solo per il passaggio accompagnato delle classi. Ora l’accesso ai bagni durante l’orario di lezione sarà consentito esclusivamente per motivi di primaria necessità e a un solo studente per volta.
Le conseguenze e le reazioni
Il caso ha suscitato reazioni forti da parte delle famiglie e del personale scolastico. Molti genitori hanno espresso preoccupazione per la gestione dell’episodio e per la mancanza di comunicazione da parte della scuola. «Capiamo la riservatezza, ma certe cose non possono semplicemente passare sotto silenzio» hanno sottolineato alcuni genitori. La situazione ha messo in luce l’importanza di una prevenzione al bullismo tra i banchi di scuola.
Le misure di controllo sono state introdotte per garantire maggiore sicurezza. La scuola ha deciso di introdurre nuove misure per prevenire futuri episodi simili. L’accesso ai bagni durante l’orario di lezione sarà limitato a un solo studente per volta, e i movimenti degli alunni saranno monitorati da docenti e personale ATA. Le porte di sicurezza ai piani superiori saranno aperte solo per il passaggio accompagnato delle classi. Queste misure sono state introdotte per garantire maggiore sicurezza e prevenire futuri rischi. Il caso ha messo in luce la complessità del bullismo e il rischio che può derivare da dinamiche relazionali non gestite. Mentre le misure di controllo sono state introdotte, si continua a chiedere una maggiore attenzione alle dinamiche relazionali tra gli studenti e un supporto psicologico adeguato. La scuola dovrà affrontare questa situazione con maggiore sensibilità e attenzione.



