La legale di Andrea Sempio, Angela Taccia, ha confermato che il team difensivo presenterà entro il 18 ottobre memorie in risposta alla chiusura delle indagini sul delitto di Garlasco. L’avvocata ha spiegato che il rifiuto di far incontrare il suo assistito con lo psichiatra incaricato dagli inquirenti non è un capriccio, ma una strategia ben precisa. L’obiettivo, ha sottolineato, è dare forza a quanto raccolto durante l’indagine, sempre con il massimo rispetto per le autorità.
La difesa non collabora con gli accertamenti psichiatrici
L’avvocata Taccia ha chiarito che la decisione di opporsi all’incontro con lo psichiatra è condivisa con il co-difensore Liborio Cataliotti. Secondo la legale, la Procura di Pavia è convinta che Andrea Sempio sia l’assassino dichiarato oggi. Per questo motivo, la difesa non collabora con gli accertamenti psichiatrici, che ritiene non siano utili senza aver prima verificato la presenza del soggetto sulla scena del crimine. “Non puoi prendere un soggetto e capire se può essere l’assassino ideale”, ha detto Taccia. “Devi prima capire se ci sono indizi che lo collocano sulla scena in quel dato giorno, e dopo eventualmente capire se è imputabile.” La strategia, ha aggiunto, si basa su mesi di studio e notti di sogni, con l’obiettivo di dare forza a quanto raccolto durante l’indagine.
La difesa ha scelto di non collaborare con gli accertamenti psichiatrici, ritenendoli inutili senza una prima verifica della presenza del soggetto sulla scena del crimine.
Il lavoro del team difensivo procede
Secondo l’avvocata, il lavoro del team difensivo è “abbastanza avanti”, anche se non è ancora completato. La difesa ha stabilito una riunione su Zoom per fare il punto con i consulenti e decidere quali temi controbattere. “Non sappiamo ancora se controbattere proprio su tutti oppure tenerci qualcosa per il futuro”, ha spiegato Taccia. La difesa ha anche sottolineato che, se la procura attua una lotta dura senza paura, perché non farlo anche loro? “Se giocano duro loro, giochiamo duro anche noi”, ha detto Taccia, rafforzando l’idea che il rifiuto di collaborare con lo psichiatra è una scelta strategica e non un capriccio.
La difesa ha scelto di non collaborare con gli accertamenti psichiatrici, ritenendoli inutili senza una prima verifica della presenza del soggetto sulla scena del crimine.
La decisione di opporsi agli accertamenti, condivisa con il co-difensore Cataliotti, è apparsa alla difesa come “una carta per dare forza a quello che avevano raccolto gli inquirenti, sempre con il massimo rispetto”. L’obiettivo è chiaro: dare forza al lavoro svolto, senza compromettere la posizione di Andrea Sempio.



