Marcello, l’asinello di Gargallo, ha conquistato il cuore dei residenti e dei passanti del paese novarese. Dopo aver raccolto 2100 firme per il suo futuro, l’animale è diventato un simbolo di solidarietà e di comunità. Il piccolo asino, che ha quasi quattro anni, vive in un grande prato vicino al bosco, accanto all’azienda TIK Srl, dove è diventato la mascotte e, per scherzo, anche il guardiano. La sua storia, nata da un semplice raglio, ha scatenato una mobilitazione capace di unire persone diverse e di far parlare l’intero paese.
Un animale che ha trovato una famiglia
Marcello arriva da Scopello, in Valsesia, e ha trovato una nuova famiglia con Mattia, Chiara e lo zio Orlando. La decisione di adottarlo è nata quando non poteva più restare nella stalla precedente. Con la sua vivacità e qualche marachella con le cavalle, si è conquistato presto un posto speciale nella vita dei suoi custodi. Ora vive in un ambiente aperto, dove può correre e muoversi liberamente, e dove bambini, famiglie e passanti si fermano a salutarlo e a fargli una carezza. Le sue preferenze alimentari sono semplici: carote e finocchi sono i suoi cibi preferiti, mentre le mele sono ben accette purché non in grandi quantità. La sua routine quotidiana è scandita da momenti di libertà e interazioni con chi lo circonda.
Un raglio che divide, ma che unisce
Il punto di discussione è proprio i versi di Marcello, un comportamento naturale per un asino ma non gradito a tutti. Tra i tanti messaggi di sostegno c’è quello di un residente che racconta di abitare a circa cento metri dal terreno: «Lo trovo simpatico, mi fa compagnia». Per lui, il raglio dell’asinello è uno di quei suoni della natura che vale la pena conservare, insieme al canto di un gallo.
Un messaggio diffuso online, scritto come se fosse lo stesso Marcello a raccontare la propria storia, ha contribuito a farlo conoscere. «Dovevo conoscere la mia nuova casa», spiega idealmente l’asinello a proposito dei ragli dei primi giorni. E poi la conclusione, semplice e disarmante: «Io sono solo un piccolo asinello… nulla di più!». La vicenda è diventata una piccola storia di comunità, dove da una parte ci sono le lamentele di chi vorrebbe più tranquillità, dall’altra le tante persone che si sono affezionate a Marcello e chiedono che possa continuare a vivere nel prato che lo ospita.
Domenica 11 ottobre, dalle 14, chi vuole dimostrare il proprio affetto a Marcello è invitato nel terreno dove vive, nella zona della chiesetta di San Michele a Gargallo. Sarà un’occasione per incontrarsi, lasciare una firma, scambiare due chiacchiere e, naturalmente, fare qualche carezza all’asinello. È prevista anche una canzone composta da un sostenitore e dedicata proprio a lui.
Mattia e lo zio Orlando hanno ringraziato le tante persone che stanno dimostrando vicinanza alla loro famiglia e a Marcello. Resta una questione da affrontare con serenità: trovare un equilibrio tra le esigenze di tranquillità dei residenti e il rispetto per gli animali, in un territorio che conserva ancora una dimensione rurale. Intanto, mentre gli umani discutono e firmano petizioni, Marcello continua a godersi il suo prato. E magari a ragliare, senza sapere di essere diventato il protagonista di una mobilitazione.



