Gli stipendi degli insegnanti in Europa presentano notevoli differenze, con la Germania che si colloca in testa e l’Italia in coda. Secondo un recente rapporto dell’OCSE, i salari degli insegnanti della scuola primaria nel 2025 oscillano tra 18.669 euro in Turchia e 74.086 euro in Danimarca. La Germania, con un salario medio di 80.163 euro, si piazza al secondo posto, mentre l’Italia registra il più basso stipendio, pari a 32.100 euro. Queste differenze riflettono non solo i livelli di reddito nazionale, ma anche le strutture salariali, i requisiti di qualifica e la progressione di carriera.
Stipendi e potere d’acquisto
Per comprendere meglio le retribuzioni, è necessario considerare il potere d’acquisto. L’indicatore in PPS (standard di potere d’acquisto) utilizza i prezzi medi dell’UE come riferimento, mentre l’OCSE esprime i propri confronti in dollari USA corretti per il potere d’acquisto. In base a questa misura, la Germania si colloca al primo posto con un potere d’acquisto di 64.143 PPS, seguita dall’Austria (58.265 PPS) e dalla Danimarca (53.036 PPS). Al contrario, la Grecia si trova in fondo alla classifica, con un potere d’acquisto di 21.456 PPS. La Turchia, con un potere d’acquisto di 24.670 PPS, si colloca in fondo alla classifica, mentre la Polonia guadagna cinque posizioni. Questi cambiamenti significativi nella classifica dimostrano come le differenze nei prezzi influenzino le posizioni. Tuttavia, il calo più forte si registra in Islanda, che passa dal secondo al dodicesimo posto.
Le retribuzioni non sono abbastanza competitive per attirare e mantenere il personale.
Le cause delle differenze
Le ampie differenze tra gli stipendi degli insegnanti in Europa riflettono diversi fattori, tra cui i livelli di reddito nazionale, le strutture salariali, i requisiti di qualifica e la progressione di carriera. Daniel Wisniewski, segretario generale della European Federation of Education Employers, ha sottolineato che le differenze nella tassazione, nei benefici sociali e nelle indennità rendono più complessi i confronti tra Paesi. Inoltre, il carico di lavoro effettivo e le opportunità di guadagno in altre professioni per laureati contribuiscono al divario.
Il professor Mihails Hazans, dell’Università di Lettonia, ha osservato che i Paesi ai vertici delle classifiche degli stipendi degli insegnanti in termini di PPS hanno un PIL pro capite ben al di sopra della media dell’UE. Questo indica che il potere d’acquisto non è l’unica variabile in gioco, ma anche le tradizioni e le norme sociali, la forza dei sindacati e la gestione del lavoro influiscono sulle retribuzioni.
Le politiche retributive nazionali e le opportunità di carriera giocano un ruolo chiave.
Secondo l’OCSE, gli insegnanti sono in genere pagati meno dei lavoratori con un livello di istruzione simile, e le retribuzioni non sono abbastanza competitive per attirare e mantenere il personale. Questo problema si riflette in proteste e richieste di sindacati, come quelle in Francia, che chiedono stipendi più alti, più personale e condizioni di lavoro migliori. Gli esperti avvertono che, se non si miglioreranno le retribuzioni, il settore dell’istruzione potrebbe continuare a soffrire di mancanza di personale qualificato.



