Oristano ha istituito un tavolo di esperti per affrontare la diffusione della West Nile, puntando su trattamenti biologici e tecnologie innovative nelle risaie. L’iniziativa, lanciata in vista della prossima stagione risicola, mira a creare un modello condiviso tra scienza, agricoltura e ambiente, in grado di ridurre la proliferazione delle zanzare e proteggere la salute pubblica. L’obiettivo è intervenire sulle larve prima che raggiungano lo stadio adulto, con interventi mirati e compatibili con le attività agricole e la tutela ambientale.
Un approccio multidisciplinare per la lotta alla West Nile
Il tavolo, che coinvolge università, enti scientifici, Consorzio di Bonifica, associazioni di categoria e operatori agricoli, rappresenta un punto di riferimento per la strategia provinciale. «Abbiamo voluto mettere insieme competenze scientifiche, sanitarie, ambientali e agricole di altissimo livello perché un problema di questa complessità richiede il contributo di tutti», sottolineano il presidente della Provincia Paolo Pireddu e il consigliere delegato all’Ambiente Andrea Grussu. L’obiettivo è creare un’unica strategia, in grado di tradursi in interventi concreti, che unisca conoscenze scientifiche, nuove tecnologie e l’esperienza di chi opera quotidianamente sul territorio.
Trattamenti biologici e tecnologie innovative per le risaie
Una delle sfide più importanti del tavolo sarà quella di rendere possibile, già dalla stagione risicola 2027, l’avvio di trattamenti biologici sperimentali nelle risaie, attraverso l’impiego di tecnologie innovative. «Le risaie rappresentano una delle sfide più complesse, perché richiedono modalità di intervento profondamente differenti rispetto a quelle tradizionali», evidenziano Pireddu e Grussu. L’obiettivo è intervenire direttamente nei luoghi di riproduzione delle zanzare, riducendo la loro proliferazione e limitando il rischio di trasmissione della West Nile. Particolare attenzione sarà dedicata al perfezionamento della strategia contro la Culex, principale responsabile della trasmissione della malattia.
Il tavolo affronterà anche il problema delle altre specie di zanzare, che pur non rappresentando i principali vettori della West Nile, provocano forti disagi ai cittadini, ai turisti e alle attività economiche. «Vogliamo lavorare insieme, individuando soluzioni che possano tutelare contemporaneamente le produzioni agricole, l’ambiente e la qualità della vita delle comunità», sottolineano i rappresentanti locali. La prima riunione del tavolo sarà convocata entro il mese di ottobre, con l’obiettivo di costruire un modello condiviso con gli operatori agricoli, in grado di coniugare l’efficacia dei trattamenti con le esigenze produttive, la gestione delle acque e la salvaguardia dell’ambiente.
La collaborazione tra scienziati, agricoltori e autorità locali è cruciale per il successo del progetto.
Le tecnologie innovative e i trattamenti biologici saranno testati già nella stagione risicola 2027.
- Il tavolo di esperti a Oristano si concentra sulla lotta alla West Nile.
- Viene promossa l’adozione di trattamenti biologici e tecnologie innovative.
- La collaborazione tra scienza, agricoltura e ambiente è fondamentale per il successo dell’iniziativa.



