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sabato 10 Ottobre 2026

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Salute

La scomparsa di Sergio Carrozza e il richiamo al Dopo di noi

La scomparsa di Sergio Carrozza ha acceso il dibattito sul Dopo di noi e sul sostegno ai caregiver.

La scomparsa di Sergio Carrozza ha acceso un dibattito su temi cruciali per la società: il sostegno ai caregiver, la non autosufficienza e il tema del Dopo di noi. Anna Maria Stanganelli, presidente dell’associazione Sanità Attiva, ha espresso un ricordo profondo e un appello concreto, rivolto a Sabina, sua compagna di vita e affetta da SLA. La storia di Sergio e Sabina, resa nota attraverso i media, ha messo in luce le difficoltà quotidiane di chi si prende cura di una persona con disabilità grave, spesso a spese della propria salute. La scomparsa di Sergio ha reso ancora più urgente la domanda che lo tormentava: chi si prenderà cura di Sabina quando lui non sarà più in grado di farlo?

Un appello per il Dopo di noi

Stanganelli ha sottolineato che il tema del Dopo di noi non è solo una formula burocratica, ma una responsabilità pubblica che richiede interventi concreti e tempestivi. «La loro storia ha acceso i riflettori sulle condizioni estreme in cui può trovarsi un caregiver familiare, quando è chiamato a prestare assistenza mentre affronta, a sua volta, una grave malattia», ha scritto. La memoria di Sergio, pur triste, deve diventare un impegno per tutti. Il suo amore, la sua dedizione e la sua lotta devono lasciare un segno nelle coscienze e tradursi in un’assunzione di responsabilità da parte di tutti.

La condizione di Sabina richiede attenzione immediata

La condizione di Sabina, affetta da SLA, richiede un’assistenza continua e una presa in carico tempestiva. «A Sabina va il nostro abbraccio e, soprattutto, la promessa di non distogliere lo sguardo», ha dichiarato Stanganelli. L’associazione Sanità Attiva continuerà a monitorare e a sollecitare interventi concreti, affinché le criticità vissute da Sergio e Sabina non vengano dimenticate. La memoria di Sergio non può esaurirsi nella commozione di queste ore.

La vicenda di Sergio e Sabina ha messo in luce una realtà troppo spesso ignorata: la sofferenza di chi si prende cura di una persona con disabilità grave, spesso a spese della propria salute. «La loro storia personale restituisce il volto di tante famiglie che, accanto alla sofferenza, devono sostenere quotidianamente il peso dell’assistenza», ha sottolineato Stanganelli. La scomparsa di Sergio ha reso ancora più urgente la domanda: che cosa accade a una persona gravemente disabile quando viene meno il familiare che se ne prende cura? La risposta, come ha sottolineato l’associazione, deve essere concreta e immediata, attraverso percorsi di assistenza, protezione e inclusione.

La memoria di Sergio Carrozza, pur triste, deve diventare un impegno per tutti. «La sua storia, portata all’attenzione pubblica, ha acceso i riflettori sulle difficoltà di accesso ai sostegni per la non autosufficienza», ha scritto Stanganelli. L’associazione continuerà a mantenere alta l’attenzione su temi cruciali, come il sostegno ai caregiver e l’effettiva attuazione delle misure di assistenza. Il suo amore, la sua dedizione e la sua lotta devono lasciare un segno nelle coscienze.

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