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sabato 10 Ottobre 2026

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Lavoro e scuola

Studente contesta Leonardo durante festival di Parma: «Siete complici del massacro palestinese»

Studente durante festival di Parma contesta Leonardo per forniture armi a Israele e tagli all’istruzione.

Un studente ha espresso durante un evento del festival organizzato da TEHA Group a Parma una forte contestazione nei confronti di Leonardo Spa, azienda italiana attiva nel settore della difesa e dell’aerospazio. L’interazione, registrata e diffusa inizialmente dalle pagine del Fronte della gioventù comunista, ha suscitato reazioni su diversi social network. Il giovane ha posto in relazione le forniture di armi a Israele con i tagli all’istruzione e le difficoltà quotidiane nelle scuole, accusando l’azienda di essere complice del massacro palestinese. «Con quale credibilità venite a parlarci di futuro, presentandoci un’azienda come Leonardo, complice del massacro del popolo palestinese?», ha chiesto lo studente ai rappresentanti di Leonardo Spa.

Le accuse del giovane

«Vengono effettuati tagli milionari all’istruzione e voi prendete miliardi massacrando un popolo. Questo è il nostro futuro e ce l’avete strappato via voi», ha detto lo studente al microfono. Il giovane ha sottolineato come i tagli milionari all’istruzione siano contrapposti a investimenti in armamenti, accusando l’industria bellica di trarre profitto dall’aumento degli investimenti militari in Europa e nella NATO. La contestazione ha messo in luce il ruolo di Leonardo nel programma dei caccia F-35, sviluppato in collaborazione con l’americana Lockheed Martin.

Il programma coinvolge numerose aziende internazionali, tra cui il gruppo italiano.

Lo studente ha richiamato il ruolo degli F-35 e degli F-16 nelle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, denunciando il coinvolgimento dell’industria bellica nella devastazione del territorio palestinese. «Questo è il nostro futuro e ce l’avete strappato via voi», ha detto al microfono. La scena della contestazione è diventata virale sui social, condivisa da diversi utenti e commentata in modo acceso. L’evento ha suscitato dibattiti su come le aziende che operano nel settore della difesa possano influenzare le politiche educative e sociali.

La contestazione e il contesto sociale

La contestazione ha suscitato un forte dibattito tra studenti, genitori e insegnanti, che hanno espresso preoccupazioni per la situazione delle scuole. «Ministero, sono arrabbiata con te: riporta indietro la maestra», ha scritto una bimba di 7 anni a Valditara. Altre situazioni simili sono state segnalate, come la scuola che non fa andare una studentessa in gita per la «sicurezza» dei compagni, con la madre che ha fatto ricorso al Tar e ha vinto. L’aggressione davanti al prof di educazione fisica e la sospensione di un 16enne sono altri episodi che hanno messo in luce le tensioni all’interno delle scuole.

La contestazione di un studente ha messo in luce una profonda tensione tra il mondo dell’istruzione e le industrie che si occupano di armamenti.

La scena della contestazione è diventata virale sui social, condivisa da diversi utenti e commentata in modo acceso. L’evento ha suscitato dibattiti su come le aziende che operano nel settore della difesa possano influenzare le politiche educative e sociali. Mentre i tagli all’istruzione continuano a preoccupare, la contestazione di un studente ha messo in luce una profonda tensione tra il mondo dell’istruzione e le industrie che si occupano di armamenti.

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