Un operaio di 59 anni, Moreno Capcha, è rimasto ferito da un colpo vagante mentre si dirigeva al lavoro a Pianura, quartiere occidentale di Napoli. L’incidente, avvenuto intorno alle sei del mattino, ha scatenato un allarme per la violenza che si sta diffondendo nel quartiere. L’uomo, cittadino peruviano residente a Napoli con la famiglia, è stato colpito al viso da un proiettile esploso durante un’agguato, danneggiando l’occhio sinistro. Operato d’urgenza all’ospedale Cardarelli, rischia di perdere la vista. L’incidente ha suscitato preoccupazione per l’escalation di violenza che ha interessato il quartiere, con scontri tra clan per il controllo delle piazze di spaccio.
Quattro raid in quattro giorni: escalation di violenza a Pianura
La sparatoria di via Arnaldi è solo l’ultimo episodio di una serie di aggressioni che hanno colpito il quartiere nel corso delle ultime settimane. Gli investigatori hanno registrato quattro raid consecutivi, con esplosi colpi da armi diverse e danni a strutture civili. Il primo raid, avvenuto nella notte del 1 ottobre, ha visto spari a ripetizione tra una scuola e la chiesa di San Lorenzo. Il secondo, nella stessa zona, ha visto l’esplosione di colpi da due armi diverse, con danni a un cancello e un’area condominiale. Il terzo raid, nella notte del 3 ottobre, ha visto l’esplosione di 12 proiettili calibro 7,65 nei pressi di una palazzina, con l’allarme lanciato dai residenti. L’ultimo, nella notte del 4 ottobre, ha visto l’agguato su Moreno Capcha, con un colpo vagante che lo ha ferito al viso.
La vittima ha raccontato ai poliziotti i drammatici istanti dell’agguato. L’operaio, che lavora in un esercizio commerciale a Chiaia, ha spiegato: «Ero uscito da poco di casa. All’improvviso ho avvertito un forte dolore alla testa e all’occhio, che bruciava e non riuscivo ad aprire. Con l’altro occhio ho visto uno scooter con due persone a bordo che si allontanava a tutta velocità. Lì ho capito. Un passante si è fermato a prestarmi soccorso e ha chiamato il 118». Gli investigatori hanno escluso la pista del regolamento di conti diretto o dell’errore di persona, grazie alla totale assenza di contatti dell’operaio con ambienti criminali.
Tensioni tra clan: conflitto per il controllo delle piazze di spaccio
La guerra tra giovani paranze dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di Santa Lucia sembra essere il motore di questa escalation di violenza. Gli investigatori temono che la situazione possa riaccendere una delle faide più lunghe e sanguinose della storia della camorra napoletana, seconda solo a quella di San Giovanni a Teduccio. Tra i gruppi coinvolti figura una paranza di giovani emergenti, in conflitto con giovani legati al clan Marsicano, attualmente alleati con i Santagata. La fazione dei Carillo-Perfetto, invece, appare più defilata, ma eredita l’eredità criminale delle storiche cosche della zona, come i Marfella, i Lago, i Pesce e i Mele.
La mancanza di impianti di videosorveglianza complica le indagini. Gli investigatori hanno sottolineato che molte delle aree colpite dai raid risultano sprovviste di impianti di videosorveglianza, elemento che complica il lavoro di identificazione degli esecutori. La comunità di Pianura, spaventata dagli spari e dai raid, chiede interventi più decisivi da parte delle forze dell’ordine. L’incidente di Moreno Capcha rappresenta un caso drammatico, che mette in luce i rischi di una guerra tra clan che coinvolge anche figure innocenti. La comunità attende con preoccupazione l’esito delle indagini e l’identificazione degli autori dei raid, sperando in un ripristino della pace nel quartiere.



