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domenica 11 Ottobre 2026

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Il Papa invita i fedeli a essere portatori di vita nella festa del matrimonio

Il Papa esorta i fedeli a condividere la gioia del matrimonio e a essere portatori di vita.

Il Papa, durante l’Angelus di domenica 11 ottobre, ha rivolto un appello ai fedeli affinché siano “portatori di vita” e condividano la gioia del matrimonio. La sua riflessione, ispirata al Vangelo odierno, ha messo in luce come la gioia annunciata non sia artificiale, ma profonda e concreta, legata alla vita quotidiana e al rapporto con Dio. La festa di nozze, simbolo di unione e dono, è vista come un momento in cui ogni persona può incontrare il Signore, rivestito dell’abito bianco del Battesimo, come la sposa, e ornato “con i gioielli delle opere buone”.

La gioia del matrimonio e la diffusione del bene

Il Papa ha sottolineato come il matrimonio rappresenti un momento speciale, che si presta naturalmente a essere condiviso con gli altri. “Bonum dicitur diffusivum sui”, “il bene tende per sua natura a diffondersi”, ha ricordato citando san Tommaso d’Aquino. Questa tendenza al bene, che “tende per sua natura a diffondersi”, è vista come una fiamma viva, tutt’altro che artificiale, che nessun fraintendimento o rifiuto può soffocare. Anche se il bene offerto non sempre è compreso o apprezzato, il Papa ha sottolineato che il re, simbolo del Padre celeste, non annulla il banchetto, ma lo estende, affinché la gioia delle nozze possa essere condivisa e diventare un dono per tutti.

La gioia non è artificiale, ma profonda e concreta. Il Papa ha spiegato che la gioia che annunciamo non è frutto di artifici, ma è legata alla vita reale, ai gesti quotidiani e al rapporto con Dio. È una gioia che si manifesta nei volti delle persone, nei sorrisi, nelle lacrime, nelle strette di mano e nei gesti di bene. È un dono di Dio, che si propone per la salvezza del mondo.

Essere protagonisti della storia del matrimonio

La domanda che il Papa ha posto ai fedeli è: “Chi rappresentano i protagonisti di questa storia?” Secondo l’interpretazione di san Girolamo, il re rappresenta il Padre celeste, lo sposo Gesù e la sposa la Chiesa. Tra i protagonisti, allora, ci siamo anche noi, scelti dal Signore per condividere con Lui la nostra esistenza e per essere assieme a Lui portatori di vita. La festa di nozze è la nostra, e la sala del banchetto sono le nostre chiese, le nostre case, i posti in cui viviamo, e in cui ogni giorno il Figlio del Re, Gesù Cristo, torna a dichiararci il suo amore e attende il nostro “sì”.

La fede si manifesta nella vita quotidiana. Il Papa ha invitato i fedeli a custodire questa gioia e a non restare in disparte nella festa del Signore. La gioia che annunciamo, ha sottolineato, non è artificiale, ma profonda, concreta, reale, bella come i volti delle persone che incontriamo, vera come il lavoro, i sorrisi, le lacrime, le strette di mano, i gesti di bene delle nostre giornate. Ed è un dono di Dio, per la salvezza del mondo.

La riflessione del Papa ha messo in luce come la fede non si limiti a rituali o simboli, ma si manifesti nella vita quotidiana, nel rapporto con gli altri e con Dio. La festa di nozze, come metafora, ha mostrato come il bene, purtroppo, non sempre è accolto, ma il re, simbolo del Padre celeste, non si arrende, ma estende l’invito a tutti. La domanda ai fedeli è chi siano i protagonisti di questa storia, e la risposta è chiunque si senta scelto dal Signore per condividere con Lui la vita e il dono della gioia.

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