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domenica 11 Ottobre 2026

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Scienza

Una scoperta geologica riscrive l’età delle Alpi

Una scoperta in Val Chisone riscrive l’età delle Alpi, raddoppiando la loro età a 530 milioni di anni.

Una scoperta inaspettata in Val Chisone ha riscritto la storia geologica delle Alpi, raddoppiando la loro età da 300 a 530 milioni di anni. I due reperti, trovati nel Pinerolese, hanno sconvolto le conoscenze precedenti e hanno messo in discussione una lettura consolidata della formazione delle montagne. La ricerca, condotta da ricercatori dell’Università di Torino, è stata presentata al congresso della Società Geologica a Padova e pubblicata sulla rivista scientifica Terra Nova.

Una catena montuosa antica di 530 milioni di anni

La scoperta ha rivelato l’esistenza di una catena montuosa, chiamata “Cadomiana”, che risale a 530 milioni di anni fa. Questa catena, con cime tra i 5 e i 6 mila metri, aveva già le caratteristiche delle future Alpi. «Ipotizziamo fosse lunga migliaia di chilometri», ha spiegato Francesco De Cesari, dottorando dell’Università di Torino. La sua ricerca, insieme a Rodolfo Carosi, presidente della Società Geologica Italiana, ha portato a una revisione della storia geologica del territorio. La catena “Cadomiana” ha origini che risalgono a 530 milioni di anni, molto prima delle Alpi attuali.

Un salto indietro di mezzo miliardo di anni

La scoperta ha permesso di risalire a un periodo che risale a oltre mezzo miliardo di anni fa, all’inizio del Cambriano. In quel periodo, la Terra era diversa: non esistevano forme di vita come le conosciamo oggi. «Le testimonianze giunte fino a noi si limitano a fossili di organismi marini, alghe, pollini e altre forme di vita primitive», ha chiarito Carosi. La presenza di queste rocce ha permesso di ricostruire una parte della storia geologica delle Alpi occidentali e dell’antico continente Gondwana.

La ricerca ha anche messo in luce l’importanza della cartografia realizzata nel 1913, che non aveva previsto l’esistenza di una “nonna” delle Alpi così antica. «Le Alpi attuali risalgono “appena” a 40-50 milioni di anni fa, quando la placca europea e quella africana entrarono in collisione», ha spiegato Carosi. La scoperta ha quindi aperto nuove prospettive per lo studio del basamento delle Alpi e della loro formazione. La presenza di queste rocce ha permesso di ricostruire una parte della storia geologica delle Alpi e del continente Gondwana.

La ricerca, condotta da Rodolfo Carosi, Francesco De Cesari e l’intero gruppo di ricerca dell’Università di Torino, ha aperto la strada a nuove indagini. «L’inizio di un percorso: ora dovremo studiare le caratteristiche di questa dorsale “Cadomiana”», ha detto De Cesari. La scoperta ha anche rafforzato la collaborazione tra ricercatori italiani e internazionali, grazie al lavoro del laboratorio di Berna, dove sono stati analizzati gli zirconi presenti nei reperti. La scoperta in Val Chisone rappresenta un passo avanti nella comprensione della storia geologica delle Alpi e del loro antico basamento. Con i nuovi dati, i ricercatori sperano di poter ricostruire una parte ancora poco conosciuta della formazione delle montagne e del loro legame con l’antico continente Gondwana. La ricerca ha aperto nuove prospettive per lo studio del basamento delle Alpi e della loro formazione.

  • Due reperti in Val Chisone hanno riscritto la storia delle Alpi.
  • La catena “Cadomiana” risale a 530 milioni di anni.
  • La scoperta è stata presentata al congresso della Società Geologica a Padova.

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