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domenica 11 Ottobre 2026

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Sotto i nostri piedi un mondo mai visto: la Valsesia cerca di arrivarci

Un progetto scientifico in Valsesia cerca di perforare il mantello terrestre, rivelando segreti geologici e antichi misteri.

La Valsesia, una zona geologica unica in Italia, sta per vivere un momento di grande interesse scientifico. Il progetto DIVE, che mira a perforare il mantello terrestre, si avvicina a un obiettivo che sembrava irraggiungibile: raggiungere il Moho, la discontinuità che separa la crosta terrestre dal mantello. Oggi, il progetto si concentra nell’area di Vocca, dove si spera di ottenere dati diretti su una struttura geologica che ha attirato l’attenzione internazionale. La ricerca non riguarda solo la geologia, ma anche l’archeologia, grazie a un’antica struttura palaziale che potrebbe aver raggiunto altezze sorprendenti.

Un’antica struttura che sfida i limiti

La Valsesia non è solo un’area geologica di interesse, ma anche un luogo dove si nasconde un mistero antico. A Yeha, in Etiopia, si trova il palazzo Grat Be’al Gibri, una delle più grandi strutture palaziali dell’inizio del I millennio a.C. Misurava circa 60 per 60 metri e, sebbene oggi ne rimanga solo una parte del piano terra, le simulazioni mostrano che le sue mura avrebbero potuto sostenere un edificio molto più alto della ricostruzione a otto piani proposta in precedenza. Le travi di legno, di due specie non casuali, sono state analizzate per comprendere il loro ruolo nella resistenza della struttura.

Le simulazioni hanno rivelato che le mura potevano sostenere diversi piani con ampio margine di sicurezza.

Per comprendere meglio la resistenza del palazzo, i ricercatori hanno utilizzato modelli tridimensionali e il metodo degli elementi finiti, una tecnica comune nell’ingegneria moderna. Questo approccio ha permesso di simulare come le mura avrebbero reagito a diversi carichi e di valutare il potenziale verticale della struttura. I risultati indicano che le mura potevano sostenere diversi piani con ampio margine di sicurezza, e anche in scenari più prudenti, il modello suggerisce che potessero reggere fino a 16 piani. Questo non significa che il palazzo fosse alto 16 piani, ma che il sistema costruttivo aveva un potenziale verticale molto superiore a quanto i resti suggeriscano.

Un’innovazione tecnologica per studiare il passato

La ricerca non si ferma al passato. Il progetto DIVE, che si svolgerà nell’area di Vocca, mira a perforare il mantello terrestre, un obiettivo che ha richiesto anni di studio e collaborazione internazionale. Le indagini geofisiche hanno rivelato che il Moho, la discontinuità che segna il confine tra crosta e mantello, si trova a circa 2 chilometri di profondità nella zona Ivrea-Verbano. Questo rende la Valsesia un luogo ideale per esplorare le profondità della Terra, con un’importanza scientifica senza precedenti.

Il progetto DIVE potrebbe rivelare informazioni cruciali sulla struttura interna della Terra.

La Valsesia, con il suo passato e il suo presente, rappresenta un ponte tra la geologia moderna e le antiche tecnologie costruttive. Il progetto DIVE e la ricerca sul palazzo etiopico sono solo due esempi di come il territorio possa rivelare segreti che sfidano le aspettative. Con l’aiuto della scienza e della collaborazione internazionale, la Valsesia potrebbe diventare un luogo di scoperte che cambieranno la nostra comprensione del pianeta e del passato. La ricerca continua, e con essa, l’interesse per un mondo che, finora, nessuno ha mai visto.

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