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domenica 11 Ottobre 2026

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Cento insegnanti ebrei annullano viaggio a Reggio Emilia per contestazione su posizione su Gaza

Cento insegnanti ebrei annullano viaggio a Reggio Emilia dopo contestazione su posizione su Gaza.

Un viaggio interrotto per una posizione politica

Cento insegnanti ebrei hanno annullato un viaggio di studio a Reggio Emilia dopo che è stato richiesto loro di firmare una dichiarazione che prendeva le distanze dall’occupazione israeliana di Gaza. L’evento, organizzato dal Paradigm Project, prevedeva la partecipazione di educatori da Israele e Stati Uniti per approfondire il Metodo Reggio Emilia, un approccio pedagogico utilizzato da molte scuole materne ebraiche. La decisione di annullare il viaggio è arrivata dopo che alcuni genitori dell’organizzazione Reggio Children hanno contestato la partecipazione di alcuni educatori, considerati sostenitori delle azioni dell’esercito israeliano a Gaza. La richiesta di firmare una dichiarazione è stata vista come un atto di pressione inaccettabile.

Un clima di tensione e una richiesta di dimissione

Il Paradigm Project ha inviato una lettera a Reggio Children il 7 ottobre, anniversario degli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023, comunicando l’annullamento del viaggio. L’organizzazione ha spiegato che l’iniziativa era progettata per consentire agli insegnanti di apprendere dal Metodo Reggio Emilia, ma per questo serviva un “ambiente sereno e aperto”. Secondo il gruppo, nell’attuale clima non era più possibile vivere l’esperienza come era stata concepita. Le identità degli educatori erano state rese pubbliche e i loro profili sociali esaminati come prova del loro sostegno a Israele.

Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, ha espresso preoccupazione per la posizione assunta da alcuni Comuni emiliani, paragonandola a quelle di Goebbels e del fascista Roberto Farinacci. Ha affermato che chiedere a un cittadino americano, a un docente o a un ebreo di rispondere come ebreo in quanto tale è una negazione totale dell’inclusione e un’azione antisemita. La comunità ebraica ha chiesto che l’amministrazione comunale di Reggio Emilia si dimettessero. Nonostante l’annullamento del viaggio, il gruppo ha espresso l’auspicio che il rapporto con Reggio Children non fosse compromesso in modo irreparabile e ha assicurato di voler proseguire il dialogo per ripensare l’esperienza e tornare a collaborare in futuro.

La situazione ha suscitato polemiche e dibattiti su come gestire il rapporto tra istituzioni e comunità ebraiche, soprattutto in un contesto di tensioni internazionali. Il caso ha messo in luce le complessità di un dialogo interculturale e le sfide nell’applaudire l’inclusione senza compromettere i valori personali e nazionali. La richiesta di sottoscrivere una dichiarazione ha diviso opinioni, con alcune voci che la vedono come un atto di responsabilità e altre come una forma di pressione inaccettabile.

La decisione di annullare il viaggio ha rivelato una profonda contrapposizione tra le posizioni politiche e le aspettative di inclusione. Mentre alcuni vedono la richiesta come un atto di responsabilità, altri la considerano una forma di discriminazione. Il caso ha messo in luce le tensioni che possono emergere quando le istituzioni chiedono a individui di adottare posizioni specifiche, anche se queste sono legate a temi di grande rilevanza internazionale. La comunità ebraica ha espresso la sua preoccupazione e ha chiesto un cambiamento nella gestione delle relazioni con le istituzioni locali.

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