Le famiglie rom del villaggio di Giugliano, in provincia di Napoli, sono da due settimane senza acqua potabile. L’amministrazione comunale, pur avendo emesso un’ordinanza per garantire il servizio, non ha adottato misure concrete per risolvere l’emergenza. La situazione, che si ripresenta dopo un breve periodo di intermittenza, ha suscitato preoccupazione e proteste tra i residenti, che vivono in un’area istituzionalmente progettata e realizzata con fondi pubblici.
Un villaggio realizzato con fondi pubblici, ma senza servizi essenziali
Il “villaggio attrezzato” di Giugliano, inaugurato nel 2011 con 24 moduli abitativi e un investimento di quasi un milione di euro, ospita oggi 19 nuclei familiari, complessivi 89 persone, tra cui 40 adulti e 49 minori. Tra i residenti, ci sono una donna in gravidanza, due adulti con ritardi cognitivi, un minore affetto da autismo e un adulto in dialisi. Nonostante l’investimento iniziale, i servizi basilari, come l’acqua potabile, non sono garantiti. L’emergenza idrica, che si è ripresentata il 13 maggio 2026, ha lasciato le famiglie senza accesso all’acqua per mesi.
Un’ordinanza non rispettata e un’emergenza non gestita
Il 31 luglio scorso, il sindaco di Giugliano ha emesso l’Ordinanza sindacale n. 321, obbligando l’ASI, proprietaria della condotta idrica, a ripristinare la fornitura e a garantire la consegna di acqua mediante autobotti. Tuttavia, il giorno successivo, l’amministrazione è andata in vacanza e non ha seguito le procedure. Il servizio di consegna è stato garantito solo in modo saltuario e insufficiente, limitandosi a settembre. Da due settimane, l’emergenza si è ripresentata, e l’amministrazione non ha ancora adottato interventi risolutivi. La mancata applicazione dell’ordinanza ha suscitato preoccupazioni anche a livello europeo. Il Centro Europeo per i Diritti dei Rom ha inviato una richiesta formale al Comune di Giugliano, senza ricevere risposta. L’emergenza idrica non solo mette a rischio la salute delle famiglie, ma viola anche la Direttiva (UE) 2020/2184, che garantisce l’accesso all’acqua potabile come diritto fondamentale.
Nei giorni scorsi si è tenuto un vertice al Viminale per affrontare le problematiche legate ai campi rom a Giugliano. Tra i temi discussi, c’è la possibilità di un “sgombero”, una parola che suscita preoccupazione tra i residenti. L’emergenza idrica, se non risolta, potrebbe portare a conseguenze gravi, non solo per la salute delle famiglie, ma anche per la loro stabilità sociale e legale. Mentre l’amministrazione comunale non risponde, le famiglie rom si trovano in una situazione di totale abbandono.
La mancanza di interventi concreti e la disattenzione delle istituzioni locali hanno reso la situazione insostenibile. L’amministrazione, che ha realizzato il villaggio, ha il dovere di garantire i servizi essenziali, ma finora non ha adempiuto a questa responsabilità. La situazione di Giugliano rappresenta un caso emblematico di disattenzione e mancanza di rispetto per i diritti delle comunità vulnerabili.



