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lunedì 12 Ottobre 2026

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Meno nascite? L’immigrazione di minori stranieri cresce in Italia

In Italia, nel 2025, sono sbarcati 14.083 minori, di cui l’86% non accompagnati, segno di un cambiamento nei flussi migratori.

Nel 2025, in Italia, sono sbarcati 14.083 minori stranieri, di cui l’86% non accompagnati. Un dato che segna un cambiamento nei flussi migratori e solleva interrogativi su come le istituzioni stanno affrontando questa nuova realtà. La crescita del numero di minori non accompagnati, che nel 2024 rappresentava il 69% del totale, indica una trasformazione nella composizione dei migranti. Secondo un rapporto presentato da Unhcr, Unicef e Oim, la maggior parte di queste persone si sposta per motivi economici, e non si tratta solo di bambini: il 95% sono adolescenti o quasi maggiorenni, con solo il 5% che ha meno di 15 anni.

Le norme sull’immigrazione e il ruolo della legge Zampa

Le norme sull’immigrazione sono decisamente meno restrittive per i minori, e questa è una delle ragioni principali del loro aumento. La legge Zampa, che permette l’accoglienza rapida dei minorenni, ha reso più semplice l’ingresso in Italia. Non a caso, negli anni sono emersi tentativi di ingresso da parte di stranieri che si dichiaravano minorenni pur non essendolo, e in alcuni casi sono state scoperte truffe organizzate. Una volta ottenuto lo status di rifugiato, i minori possono richiedere il ricongiungimento familiare, il che rende più semplice la ricostruzione della famiglia in seguito.

La legge Zampa facilita l’ingresso dei minori, ma non risolve i problemi legati alla loro integrazione. Il sistema, pur essendo meno restrittivo, non è sufficiente a garantire un adeguato supporto psicologico e sociale. Riccardo Lo Parrino, direttore dell’unità funzionale di salute mentale di infanzia e adolescenza di Firenze, ha spiegato che «i minori stranieri non accompagnati hanno alle spalle spesso storie politraumatiche, ma anche i nati in Italia o quelli arrivati qui da piccoli si trovano in una sorta di ponte, molto vacillante, sospesi tra due mondi». Molti di loro, purtroppo, soffrono di quadri psicopatologici importanti e fanno uso di sostanze, spesso con una funzione di autocura.

Disagio psichico e rischi per i minori stranieri

Un aspetto non trascurabile è il disagio psichico che accomuna molti dei minori stranieri non accompagnati. Secondo un report del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, il 10% dei minori stranieri in Italia commette reati, una percentuale decisamente superiore rispetto a quella riscontrata nei minori italiani. Questi dati pongono nuovi problemi per le istituzioni e per la società civile. Mentre i flussi migratori mutano e si fanno più complessi, le risposte restano spesso le stesse, almeno da parte di una buona fetta delle istituzioni e dei corpi intermedi.

La Chiesa promuove l’accoglienza, ma non sembra affrontare i rischi connessi all’immigrazione di massa. «La Chiesa da sempre vive nell’ottica dell’accoglienza, dell’accogliere la persona con la sua tradizione», ha spiegato monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes. Tuttavia, questa visione non sembra tenere conto dei problemi reali che emergono con l’arrivo di migliaia di minori stranieri. La Chiesa e altri attori promuovono l’idea dell’accoglienza e della multiculturale, ma non sembrano affrontare i rischi concreti legati all’immigrazione di massa.

La crescita del numero di minori stranieri in Italia rappresenta un fenomeno in evoluzione, che richiede una risposta adeguata e strutturata. Se i nuovi accordi dell’UE dovesse stringere le maglie sugli arrivi, potrebbe orientare il business delle partenze verso i minori, con conseguenze non trascurabili. Il dibattito sull’immigrazione non è mai stato così complesso, e le istituzioni devono trovare un equilibrio tra accoglienza e sicurezza, tra integrazione e protezione dei diritti dei minori.

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