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lunedì 12 Ottobre 2026

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Economia

La rendita immobiliare e il caro affitti nelle città di sinistra

L’aumento dei canoni di affitto nelle città di centrosinistra e il ruolo del mercato immobiliare nel determinare l’accesso alla casa.

Le città italiane di centrosinistra, come Milano, Firenze, Roma e Bologna, registrano un aumento significativo dei canoni di affitto, con una crescente domanda per stanze singole e un mercato immobiliare che si adatta a questa dinamica. Secondo dati dell’Agenzia delle Entrate, nel 2025 il 34,9% dei nuovi contratti di locazione riguarda porzioni di abitazioni, un incremento del 71,8% rispetto al 2018. Questo fenomeno, che si concentra soprattutto nei grandi centri urbani, riflette una trasformazione del mercato immobiliare, in cui la suddivisione degli appartamenti in contratti distinti permette ai proprietari di ottenere un reddito maggiore, mentre gli inquilini trovano spesso l’unica soluzione compatibile con il loro reddito.

La crescita dei canoni e il ruolo delle amministrazioni

Le città più costose per una stanza singola sono quelle amministrate da coalizioni di centrosinistra, come Milano, Firenze, Roma e Bologna. Secondo un’analisi di Immobiliare.it Insights, il prezzo delle stanze singole è aumentato mediamente del 41% tra marzo 2020 e marzo 2026, dieci punti percentuali in più rispetto ai monolocali. A Firenze l’incremento è stato del 46%, a Roma del 40%, a Bologna del 37% e a Milano del 31%. Questo aumento, che ha modificato sensibilmente il rapporto tra redditi e spesa abitativa, ha reso sempre più difficile per alcune categorie di popolazione, come i lavoratori precari o gli studenti, trovare un alloggio stabile.

La valorizzazione del territorio procede più rapidamente della crescita dei redditi, aumentando i costi per i residenti. Quando la differenza tra reddito e spesa abitativa si fa troppo grande, una parte dei residenti rischia di non poter sostenere i nuovi costi. La Banca d’Italia ha segnalato che, nel quarto trimestre 2025, il peso delle locazioni brevi continua a incidere significativamente sull’aumento dei canoni in numerose città. Alcune amministrazioni, come Firenze, hanno tentato di contenere questa pressione estendendo il blocco delle nuove autorizzazioni per affitti turistici brevi a diverse zone esterne al centro storico.

La gentrificazione e il modello di sviluppo urbano

La trasformazione postindustriale delle città ha portato a un modello di sviluppo urbano in cui l’attrattività si basa su università, servizi avanzati, turismo, cultura e investimenti infrastrutturali. Questo modello, che ha visto un aumento del 49% dei canoni per un appartamento standard di 70 metri quadrati a Milano e Firenze tra il 2019 e il 2025, ha anche contribuito all’aumento dei prezzi degli affitti. A Milano, il canone medio supera ormai i 1.800 euro, mentre le retribuzioni nette medie sono cresciute soltanto del 10%. Questo scarto modifica concretamente le possibilità di insediamento, rendendo sempre più difficile per alcune categorie di popolazione trovare un alloggio stabile.

La gentrificazione è un processo di riorganizzazione economica dello spazio urbano, che redistribuisce la popolazione in base alla capacità di spesa. Questo fenomeno è stato ulteriormente alimentato dalla crescita del turismo e dalla concorrenza tra locazioni residenziali e affitti brevi. La città progressista contiene perciò soggetti collocati in posizioni economiche differenti, accomunati più da un medesimo ambiente urbano che da un rapporto uniforme con la proprietà e la rendita. Vi convivono professionisti ben retribuiti, lavoratori precari, studenti, proprietari immobiliari, operatori culturali, associazioni e movimenti per la casa.

La prossimità culturale non elimina le differenze materiali tra questi gruppi, mentre la questione abitativa offre un terreno sul quale tali differenze possono trasformarsi in conflitto politico. Questa tensione aiuta a comprendere anche le trasformazioni più recenti della politica europea, come l’affermazione di Die Linke a Berlino, dove la centralità assunta dagli affitti e dal costo della vita nella proposta della sinistra radicale si sviluppa all’interno di un ambiente metropolitano già largamente orientato verso le forze progressiste.

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