La crescita degli affitti in tutta l’Europa ha registrato un incremento significativo, con Romania e Croazia che segnano i tassi più elevati. Secondo i dati di Eurostat, tra i secondi trimestri del 2025 e del 2026, l’inflazione degli affitti è variata da zero in Finlandia al 43,5% in Romania, seguita da vicino dalla Croazia con il 40,1%. In termini reali, gli affitti sono aumentati di oltre il 30% in entrambi i Paesi, un dato che ha suscitato preoccupazioni tra gli inquilini e gli esperti economici.
Concorrenza e offerta limitata
La forte concorrenza per un’offerta limitata di case in affitto nelle città europee sta alimentando un robusto aumento dei prezzi per i nuovi contratti, ha spiegato Emma Rosser, direttrice della ricerca sul settore residenziale EMEA di JLL. Questo squilibrio tra domanda e offerta riguarda tutta l’Europa, ma è più marcato nelle città dove la crescita degli affitti è più alta. La dottoressa Nóra Teller, ricercatrice del Metropolitan Research Institute di Budapest, ha sottolineato che elementi economici, dinamiche demografiche e vincoli dal lato dell’offerta sono tra i fattori che spingono al rialzo gli affitti.
La finanziarizzazione sta spingendo i prezzi verso l’alto
Per lunghi periodi i tassi d’interesse molto bassi hanno sostenuto il ricorso al credito immobiliare, ma nel 2022 i costi di finanziamento sono aumentati bruscamente, spingendo molti acquirenti alla prima casa verso il settore degli affitti privati, ha detto Teller. Questo fenomeno ha contribuito a un incremento del mercato degli affitti, con un impatto particolarmente forte in Romania e Croazia. Inoltre, la finanziarizzazione sta spingendo i prezzi verso l’alto, con investitori istituzionali, fondi di private equity e società di investimento immobiliare che considerano sempre più la casa come un asset finanziario, piuttosto che un bene sociale.
La Croazia e l’imposta sugli appartamenti sfitti
In Croazia, il forte balzo degli affitti è ‘causato dalla decisione delle autorità locali della capitale Zagabria di aumentare i canoni per la categoria degli affitti sociali’, ha spiegato l’istituzione che fornisce i dati. Inoltre, a partire dal 2025, è stata introdotta un’imposta sugli appartamenti sfitti, che ha contribuito a un aumento del numero di contratti di locazione residenziale registrati presso l’Amministrazione fiscale. Di conseguenza, un numero maggiore di abitazioni di qualità superiore nelle grandi città è entrato nel mercato degli affitti, con canoni nettamente superiori alla media.
La dottoressa Adriana M. Soaita dell’Università di Glasgow ha messo in dubbio l’interpretazione dei dati per la Romania, sottolineando che il patrimonio di alloggi pubblici in affitto è troppo marginale rispetto allo stock complessivo di case. Secondo Soaita, anche triplicando i canoni per gli alloggi pubblici, l’impatto sulla media complessiva sarebbe limitato. Tuttavia, se si tiene conto dell’inflazione, della metodologia di Eurostat e del settore informale, i forti aumenti degli affitti potrebbero essere trainati dalle nuove costruzioni o da immobili completamente ristrutturati che entrano sul mercato.
La Turchia, se si includono i Paesi candidati all’UE e quelli dell’EFTA, registra la maggiore inflazione degli affitti, con un dato annuo tra i secondi trimestri del 2025 e del 2026 pari al 49,6%. Tuttavia, a differenza di Romania e Croazia, in Turchia non si è verificato un’impennata improvvisa, ma gli affitti stanno aumentando gradualmente. L’inflazione complessiva è stata anch’essa superiore al 30% nello stesso periodo, il che significa che l’aumento reale degli affitti è stato inferiore rispetto a quello registrato in quei due Paesi.



