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lunedì 12 Ottobre 2026

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Scienziati cinesi scoprono pianta desertica resistente in Xinjiang

Scienziati cinesi scoprono pianta desertica resistente in Xinjiang, utile per colonizzazione spaziale

Nel deserto del Gurbantunggut, in Xinjiang, i ricercatori hanno scoperto una pianta estremamente resistente, in grado di sopravvivere a condizioni estreme simili a quelle di Marte. La pianta, un muschio chiamato Syntrichia caninervis, è stata identificata durante una spedizione scientifica e ha dimostrato una capacità unica di tollerare disidratazione, radiazioni intense, freddo estremo e microgravità. Questa scoperta, annunciata il 12 ottobre 2026, rappresenta un passo avanti per la ricerca spaziale e l’agricoltura in ambienti estremi.

Resistenza estrema e utilizzo per la colonizzazione spaziale

La pianta, descritta come “la pianta del deserto più resistente scoperta fino a oggi”, ha superato test in condizioni estreme, tra cui la disidratazione di oltre il 98% delle cellule e la resistenza al congelamento a meno di 196 gradi Celsius. Durante un esperimento spaziale, il muschio essiccato è stato trasportato a bordo della navicella spaziale Qingzhou e ha riattivato la sua vita in orbita, passando dal grigio-nero al giallo-verde. Questo è il primo caso in cui una pianta intera è stata portata nell’orbita terrestre bassa ed è stata riportata in vita con successo, ha dichiarato Li Xiaoshuang, ricercatrice presso l’Istituto di ecologia e geografia dello Xinjiang dell’Accademia cinese delle scienze.

La resistenza della pianta è stata ulteriormente confermata da studi genetici, che hanno individuato un gran numero di geni legati alla risposta agli stress. Questi risultati aprono nuove possibilità per la colonizzazione di ambienti extraterrestri e per la ripristinazione di terreni desertificati. La pianta può fornire materiale genetico utile per migliorare le colture e ripristinare i terreni desertificati, ha affermato Li, sottolineando il potenziale applicativo della scoperta.

Un’importante ricerca scientifica in Xinjiang

La scoperta fa parte della Terza spedizione scientifica nello Xinjiang, avviata nel 2021 dal ministero della Scienza e della Tecnologia. Le due precedenti spedizioni sono state condotte rispettivamente negli anni ’50 e ’80, e hanno portato a importanti studi sull’ecologia, la biodiversità e le risorse naturali della regione. Negli ultimi cinque anni, il gruppo della spedizione ha condotto ricerche su agricoltura, territorio e risorse biologiche, minerarie, energetiche e idriche.

La pianta è stata analizzata in laboratorio e ha dimostrato una capacità unica di sopravvivere a condizioni estreme. I ricercatori hanno anche rilevato che, in orbita, il muschio si rigenera e prospera, indicando un potenziale significativo per la ricerca spaziale. “Le successive osservazioni in orbita hanno rilevato che il muschio si rigenerava e prosperava, indicando che si tratta di un materiale ideale per la ricerca nel campo delle scienze della vita nello spazio profondo”, ha aggiunto Li. La ricerca ha anche portato a una pubblicazione nel 2024, in cui Li, in qualità di prima autrice, ha descritto la pianta come una “pianta pioniera promettente per la colonizzazione di ambienti extraterrestri”. Questi risultati rappresentano un ulteriore passo avanti nella comprensione della vita in condizioni estreme e nel potenziale utilizzo di specie vegetali per la ricerca spaziale e l’agricoltura in ambienti difficili.

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