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lunedì 12 Ottobre 2026

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Sciopero ex Ilva a Genova, Bucci: “Non vogliamo chiusura Cornigliano”

Sciopero ex Ilva a Genova, Bucci chiede risposte per evitare chiusura stabilimento.

Il 12 ottobre 2026, a Genova, si è svolto uno sciopero di 24 ore indetto dai sindacati dopo un incontro non risolutivo a Palazzo Chigi. L’evento ha visto la partecipazione dei lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano, con un corteo che ha raggiunto la Prefettura. Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha espresso un messaggio chiaro contro la chiusura dello stabilimento, sottolineando l’importanza del prodotto realizzato e la necessità di garantire la continuità produttiva. Tra Liguria, Novi Ligure e Racconigi, sono a rischio 1150 posti di lavoro.

Sciopero come risposta a rischi di chiusura

Lo sciopero arriva come prima risposta alla prospettiva avanzata dai commissari di un stop anche agli stabilimenti del Nord, insieme alla chiusura dell’area a caldo di Taranto. I lavoratori e i sindacati hanno definito questa decisione “scellerata”, soprattutto per una città come Genova, che ha già traguardato la riconversione ecologica. “Parliamo di uno stabilimento che realizza un prodotto molto richiesto dal mercato e sarebbe assurdo non essere in grado di continuare a produrlo”, ha sottolineato Bucci, che ha chiesto al sottosegretario Alfredo Mantovano e al ministro Adolfo Urso di prevedere l’acquisto di coils per garantire le forniture.

Supporto politico e mobilitazione continua

I deputati del Partito Democratico Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino hanno partecipato al corteo, esprimendo solidarietà e vicinanza ai lavoratori. “Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in una battaglia che riguarda il lavoro, la dignità delle persone e il futuro industriale di Genova”, hanno dichiarato. Hanno chiesto al governo di individuare soluzioni immediate per garantire l’approvvigionamento di coils e bramme e sospendere la procedura di fermata. “Dietro ogni posto di lavoro ci sono persone, famiglie e un patrimonio di professionalità che Genova non può permettersi di disperdere”, hanno concluso.

Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, ha scritto su Facebook: “Il Governo metta le risorse perché non vogliamo essere cassintegrati ma vogliamo essere rispettati come lavoratori”. Ha sottolineato l’importanza di un piano straordinario per tenere in marcia tutti gli impianti a freddo a Taranto, Genova e Novi Ligure, salvaguardando anche gli altri stabilimenti. “Serve una società partecipata pubblica per realizzare un piano straordinario”, ha aggiunto De Palma, che ha richiesto interventi di manutenzione per la sicurezza e la salute, nonché investimenti per decarbonizzare la produzione.

Francesco Brigati, segretario generale della Fiom-Cgil di Taranto, ha dichiarato: “Non possiamo pagare per le scelte sbagliate della politica e di tutti i governi che si sono succeduti in questi anni”. Ha sottolineato che, nonostante gli sforzi per scongiurare i licenziamenti, non basta se non c’è una prospettiva. “Devono esserci risposte straordinarie, per questo ci mobiliteremo e non ci fermeremo fino a quando non le avremo”, ha concluso Brigati, che ha ricordato che il 13 ottobre si terrà il Consiglio dei ministri e che i lavoratori dovranno continuare la mobilitazione.

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