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martedì 13 Ottobre 2026

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Cronaca

Una famiglia di Torino vessata per 8 anni da un vicino con minacce e violenze

Una famiglia di Torino ha subito minacce e violenze per 8 anni da un vicino, con episodi di aggressione e intimidazione.

Una famiglia di Torino ha vissuto per otto anni un’esperienza di violenza e minacce da parte di un vicino, con episodi di aggressione, intimidazione e vessazioni che hanno portato a un’inchiesta e a misure cautelari. La situazione, documentata da decine di esposti, testimonianze e immagini riprese dalle videocamere, ha visto la famiglia sottoposta a una serie di atti persecutori che hanno compromesso la loro sicurezza e la loro tranquillità. L’uomo, un italiano sposato con un figlio, è stato accusato di comportamenti oltraggiosi e discriminatori, con minacce di morte e atti di violenza fisica.

Minacce e violenze quotidiane

La famiglia, che vive in una palazzina da 26 anni, ha subito una escalation di violenze che ha coinvolto non solo l’uomo, ma anche un branco di persone ai suoi ordini. Gli episodi iniziarono quando la famiglia si trasferì nella zona, e si sono aggravati nel tempo. Tra i fatti più gravi, si registrano vasi lanciati contro la porta di casa, immondizia sul balcone, auto spaccate e tende date al fuoco. L’uomo ha anche minacciato di bruciare la madre e ha rotto tre denti al padre. In un episodio drammatico, ha brandizzato una bottiglia e mimato il gesto di tagliare la gola, tentando di colpire.

Le minacce sono state ripetute e violente, con espressioni come «Marocchini di merda, siamo in Italia. Comandiamo noi».

Un’inchiesta e misure cautelari

Le autorità hanno ricostruito l’escalation dei fatti attraverso decine di esposti, testimonianze e immagini riprese dalle videocamere. Il giudice ha imposto al soggetto un divieto di avvicinamento e un obbligo di braccialetto elettronico, con l’obiettivo di garantire la sicurezza della famiglia. L’uomo è stato costretto a lasciare la sua casa, situata nelle vicinanze di corso Taranto. L’inchiesta ha definito i comportamenti come «assedianti, minatori, fortemente oltraggiosi e finanche discriminatori», con un aggravamento nel tempo che ha portato a un grave stato di ansia e timore per la propria incolumità.

La madre della vittima ha raccontato che «mamma vive nel terrore. È costretta a prendere lo Xanax. Ha attacchi di panico. Non esce più da sola». Il figlio ha sottolineato come la situazione abbia avuto un impatto profondo sulla famiglia, con un senso di insicurezza che si è protratto per anni.

Un caso di persecuzione condominiale

La situazione è stata definita come «persecuzioni condominiali» da parte del giudice, con un aggravamento nel tempo che ha portato a un’escalation di violenze. L’uomo, che ha avuto un comportamento aggressivo e minaccioso, ha ricevuto misure cautelari che riflettono il rischio per la sicurezza della famiglia. L’inchiesta ha anche incluso testimonianze di condomini che hanno visto gli episodi, con un’attenzione particolare alle minacce e alle aggressioni fisiche. La famiglia di Torino ha vissuto un periodo di sofferenza e paura, con un’esperienza che ha richiesto interventi legali e misure di protezione. Il caso rappresenta un esempio di violenza e minacce che possono emergere in contesti di vicinato, con conseguenze gravi per la vita quotidiana e la sicurezza delle persone coinvolte.

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