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martedì 13 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Incendio in montagna, 60enne muore carbonizzato a Pontebba

Tragedia in Val d’Aupa: 60enne muore in incendio a Pontebba, indagano carabinieri

Una tragedia ha scosso la Val d’Aupa nella notte tra lunedì e martedì, quando un 60enne è morto carbonizzato in un incendio che ha distrutto la sua abitazione a Pontebba. L’uomo, Nicola Beltrame, originario di Resia, aveva vissuto a Trieste e si era trasferito circa tre anni fa in una località montana. L’allarme è stato dato da un vicino di casa, svegliato dall’odore acre di bruciato, che ha tentato inutilmente di soccorrere l’uomo. Il rogo ha divampato mentre l’uomo stava dormendo al primo piano dello stavolo di proprietà del fratello.

Incendio in notturna, corpo rinvenuto durante le operazioni di spegnimento

All’arrivo dei vigili del fuoco, intervenuti con diverse squadre da Tarvisio, Pontebba e Gemona, lo chalet era ormai avvolto dalle fiamme. Il vicino, affacciatosi alla finestra, ha visto le fiamme divorare il tetto dell’edificio e ha tentato di richiamare l’attenzione dell’amico, ma senza successo. Il corpo del sessantenne è stato rinvenuto durante le operazioni di spegnimento. I carabinieri, coordinati dalla Procura di Udine, indagano sulle cause dell’incendio, tra cui un malfunzionamento di una stufa, ipotesi ancora da verificare. L’autopsia è stata disposta per chiarire le cause della morte.

Un trasferimento recente e un’abitazione in montagna

Nel corso degli ultimi anni, Nicola Beltrame ha lasciato Trieste per stabilirsi in una località montana, dove ha trovato un ambiente più tranquillo e vicino alla natura. L’abitazione, un chalet, era situata in una zona isolata, ma non lontana da altri nuclei abitati. L’incendio ha colpito in modo improvviso e senza preavviso, causando un disastro che ha lasciato senza parole la comunità locale. La vicinanza del vicino, che ha tentato di soccorrere l’uomo, ha evidenziato l’importanza di una rete di relazioni forti in contesti rurali.

Le indagini dei carabinieri proseguono per stabilire se l’incendio sia avvenuto per cause naturali o se ci siano elementi di sospetto. Tra le ipotesi inizialmente avanzate, il malfunzionamento di una stufa è stata una delle prime considerazioni, ma non si esclude la possibilità di un’origine diversa. L’autopsia, che dovrà chiarire le condizioni in cui l’uomo è morto, è un passo fondamentale per comprendere l’evoluzione del rogo e le sue conseguenze.

Un evento drammatico in una zona montana

La tragedia a Pontebba si colloca in un contesto di attività turistica e di vita in montagna, dove i rischi di incendi sono sempre presenti, soprattutto in periodo invernale. L’incendio ha avuto un impatto profondo sulla comunità locale, che ha espresso dolore e solidarietà per la perdita. Le operazioni di spegnimento sono state complesse a causa della posizione isolata del chalet e delle condizioni climatiche. L’evento ha ricordato l’importanza di misure di prevenzione e di vigilanza in contesti di rischio elevato. La famiglia di Nicola Beltrame, originaria di Resia, ha espresso il loro dolore e la loro vicinanza alla comunità. L’uomo, che aveva vissuto a Trieste prima di trasferirsi in montagna, ha lasciato un’impronta di vita e di lavoro, che continuerà a essere ricordata. L’incendio ha rappresentato un dramma che ha scosso la regione e ha richiamato l’attenzione su temi come la sicurezza in abitazioni isolate e la prevenzione incendi in contesti rurali.

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