Un barone britannico è stato vittima di un furto in pieno centro a Capri, dove un gruppo di malviventi ha strappato un orologio di alto valore in un attacco mirato. Dopo tredici mesi di evasione, uno dei componenti della gang è stato arrestato e consegnato ai carabinieri. L’episodio ha scosso la comunità turistica dell’isola, portando a una serie di indagini e a una caccia ai complici, che si sono eclissati credendo di aver fatto franca. L’orologio, un Richard Mille di alto valore, è rimasto scomparso, mentre il barone, esponente della Camera dei Lord, ha avuto modo di prendere atto delle accuse che lo tengono in carcere.
Un furto pianificato e una strategia di fuga
La dinamica dell’assalto, ricostruita attraverso le immagini della videosorveglianza e la misura cautelare firmata dal gip Comella, rivela una pianificazione precisa. La gang, composta da quattro membri, è arrivata a Capri a bordo di un gommone, proveniente dalla costa napoletana, e ha effettuato l’approdo in un’area strategica, a pochi passi dalla piazzetta più famosa d’Italia. L’attacco, eseguito tra i vicoli del turismo, ha visto il rapinatore strappare l’orologio dal polso del barone, un esemplare dedicato con firma del ferrarista, il cui valore si attesta tra le 200mila e le 300mila euro. La fuga è stata mimetica, e i malviventi si sono eclissati, convinti di aver fatto franca.
La strategia utilizzata dai malviventi ha permesso di commercializzare un orologio prodotto in serie limitata, se non addirittura in modo esclusivo.
Uno dei componenti della gang, indicato come un soggetto che ha svolto un ruolo logistico e organizzativo, è stato arrestato e tradotto dinanzi al gip. Si tratta di un personaggio ritenuto legato al malaffare di Montesanto, quartiere noto per la sua tradizione di crimini predatori. L’indagine ha portato a un blitz a Montesanto, dove è stata individuata una rete che potrebbe aver indirizzato i malviventi e protetto la loro fuga. Gli inquirenti hanno analizzato dettagli apparentemente insignificanti, fino a individuare un soggetto noto per il suo talento predatorio.
Un modello di furto ripetuto in altre mete turistiche
Il caso di Capri non è isolato: copioni simili si sono verificati in altre mete turistiche, come la Costa azzurra e Ibiza, dove bande di malviventi in trasferta hanno effettuato furti mirati. Un esempio recente è l’assalto a Leclerc in Versilia, dove un gruppo di malviventi si è mimetizzato tra i tifosi, ha chiesto un selfie e ha strappato un orologio dal polso di un campione. Anche in quell’occasione, l’orologio è rimasto scomparso, nonostante fosse un esemplare dedicato.
La strategia di fuga e commercializzazione del bottino sembra essere un modello ripetuto, con un’attenzione particolare ai dettagli e alla protezione della fuga.
La caccia ai complici del barone britannico è in corso, con l’attenzione concentrata sui canali della ricettazione. A Napoli, i terminali dello smercio sono limitati, e i carabinieri stanno scavando nel circuito delle paranze di rapinatori. Il caso di Capri rappresenta una svolta dopo 13 mesi, ma la caccia non è ancora finita. Il cerchio si stringe attorno agli altri presunti predatori del lord britannico, con ore contate per individuare i restanti membri della gang.



