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martedì 13 Ottobre 2026

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Lavoro agile e disparità di genere: quando la priorità cambia il reddito delle madri

Lavoro agile e disparità di genere: il reddito delle madri aumenta con la priorità per il lavoro da casa.

Il lavoro agile, quando la priorità fa la differenza, si rivela un fattore chiave per ridurre le disparità di genere nel mercato del lavoro. Secondo uno studio condotto da Maria De Paola, professoressa di Politica Economica presso l’Università della Calabria, le madri che godono di una priorità per il lavoro da remoto registrano un aumento del reddito annuale, soprattutto in contesti in cui le imprese adottano ampiamente la flessibilità. L’analisi si basa su dati amministrativi dell’Inps e si concentra sul periodo 2020-2024, durante il quale il lavoro agile si è diffuso in modo significativo.

La priorità per il lavoro da casa e il reddito delle madri

La priorità per il lavoro da casa, riconosciuta a genitori con figli di età inferiore ai 12 anni, ha effetti concreti sul reddito delle madri. Secondo i dati analizzati, il diritto alla priorità è associato a un aumento del reddito annuale di circa l’1 per cento, considerando le imprese che hanno adottato il lavoro agile. Questo effetto si intensifica in contesti in cui il lavoro da remoto è più diffuso, con un incremento che varia tra l’1,6 e il 2,3 per cento. La figura 1 mostra una discontinuità positiva nelle retribuzioni delle madri alla soglia dei 12 anni, mentre per i padri non si osserva alcun cambiamento.

La diffusione del lavoro agile nelle imprese, la compatibilità delle mansioni e la disponibilità di adeguate infrastrutture digitali diventano quindi elementi importanti per l’efficacia delle politiche. La possibilità di utilizzare davvero la flessibilità offerta dalla norma sembra fare la differenza. I dati mostrano che i benefici del lavoro agile non emergono con la stessa intensità in tutti i contesti. Tra le imprese che fanno maggiore uso del lavoro agile, gli effetti sulle madri si concentrano nel Centro-Nord e sono più marcati nelle imprese piccole e giovani, mentre si attenuano in quelle più grandi.

La priorità non basta da sola a garantire i benefici del lavoro agile.

Le condizioni organizzative e tecnologiche contano

Risultati più favorevoli si osservano anche nei comuni con connessioni più veloci. Non si osservano differenze nella probabilità di lavorare a tempo pieno, nella progressione professionale o nei giorni di malattia. Tuttavia, il maggiore reddito si accompagna a una presenza più regolare sul lavoro. Nelle imprese ad alta intensità di lavoro agile, le madri che hanno accesso alla priorità registrano in media circa 0,27 settimane e 1,8 giorni retribuiti in più nell’arco dell’anno.

Questi benefici, tuttavia, non emergono con la stessa intensità in tutti i contesti. La diffusione del lavoro agile, pur essendo un passo avanti, non è sufficiente da sola a garantire una parità di opportunità. La flessibilità può rappresentare uno degli strumenti per ridurre le disparità di genere nel mercato del lavoro, ma non può sostituire politiche volte ad affrontare le altre dimensioni della conciliazione.

Le politiche di conciliazione devono integrare servizi per l’infanzia e condizioni favorevoli per le famiglie.

In una prospettiva più ampia, la flessibilità può rappresentare uno degli strumenti per ridurre le disparità di genere nel mercato del lavoro, ma non può sostituire politiche volte ad affrontare le altre dimensioni della conciliazione. Servizi per l’infanzia, un sistema di congedi che favorisca una più equilibrata distribuzione del lavoro di cura e condizioni che non penalizzino le responsabilità familiari nei percorsi di carriera sono altrettanto importanti. Il riconoscimento di un diritto o una priorità sulla carta non basta: perché la flessibilità produca effetti concreti, devono esserci le condizioni organizzative e tecnologiche perché possa essere effettivamente utilizzata. La diffusione del lavoro agile nelle imprese, la compatibilità delle mansioni e la disponibilità di adeguate infrastrutture digitali diventano quindi elementi importanti per l’efficacia delle politiche.

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