Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

martedì 13 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cultura

Neima Ezza e Baby Gang: un brano per la Palestina in arabo e italiano

Neima Ezza e Baby Gang lanciano “Dima Falestini”, un brano per la Palestina in arabo e italiano, in un contesto di mobilitazione globale.

Neima Ezza e Baby Gang hanno pubblicato “Dima Falestini”, un brano che unisce il mix di arabo e italiano per parlare della situazione in Palestina. La canzone, parte del progetto Mocro Stars, è nata come risposta a una richiesta di solidarietà e si inserisce in un contesto di mobilitazione globale per la Palestina. La canzone, che ha visto la partecipazione di artisti marocchini e della diaspora, è stata pubblicata in vista dell’anniversario del 7 ottobre, un momento di forte tensione e dolore per la popolazione palestinese.

Una voce per le vittime innocenti

“Dima Falestini” è un inno che parla delle vittime innocenti, dei bambini uccisi e delle famiglie distrutte. Neima Ezza ha spiegato che la canzone è nata per dare voce a chi soffre e per ricordare che la sofferenza non è solo un evento recente, ma una realtà che ha segnato la sua vita fin da bambino. “Non è una cosa che ho scoperto recentemente”, ha detto. La canzone, che ha visto la partecipazione di Baby Gang, è un mix di arabo classico e dialetto magrebino, con un testo che parla di sangue palestino e di una lotta che non è solo politica, ma umana.

La canzone è un atto di solidarietà e di resistenza.

Il brano, che ha visto la partecipazione di artisti marocchini e della diaspora, è stato realizzato con l’intento di sostenere iniziative umanitarie a Gaza. I proventi della canzone andranno al Zaynab Project, un’organizzazione non profit impegnata in interventi umanitari. Neima Ezza ha spiegato che il progetto Mocro Stars è nato per riunire artisti marocchini in Europa e per dare voce a una causa che, per lei, è diventata una questione di cuore. “Sono contento di aver contribuito con questa canzone”, ha detto.

La musica come strumento di resistenza

La canzone è un esempio di come la musica possa diventare un mezzo di resistenza e di solidarietà. Neima Ezza ha spiegato che la sua collaborazione con Baby Gang è nata da un’idea comune: dare voce a una realtà che non è solo politica, ma umana. “Non è solo un brano per la Palestina, è un brano per tutti i bambini che muoiono sotto le bombe”, ha detto. La canzone, che ha visto la partecipazione di due voci non ascrivibili a un mondo antagonista, è un esempio di come la musica possa unire persone diverse e dare voce a una causa comune.

La musica è un linguaggio universale che può unire.

La canzone è anche un atto di resistenza, un modo per dire che non si può rimanere indifferenti quando un bambino muore sotto le bombe. Neima Ezza ha spiegato che la sua collaborazione con Baby Gang è nata da un’idea comune: dare voce a una realtà che non è solo politica, ma umana. “Non è solo un brano per la Palestina, è un brano per tutti i bambini che muoiono sotto le bombe”, ha detto. La canzone, che ha visto la partecipazione di due voci non ascrivibili a un mondo antagonista, è un esempio di come la musica possa unire persone diverse e dare voce a una causa comune.

Leggi anche