Il campo largo delle opposizioni, composto da Pd, M5s, Avs e Italia Viva, ha trovato un’intesa almeno sui conti, presentando due risoluzioni unitarie contro lo scostamento da 29 miliardi di euro previsto dal governo. I partiti hanno espresso un netto no all’aumento delle spese militari, richiedendo una redistribuzione delle risorse per la difesa e l’energia in modo diverso rispetto a quanto proposto dal centrodestra. La proposta, che ricalca i punti di un possibile programma unitario, include anche temi come salario minimo, congedo paritario, sanità e casa.
Contro l’aumento delle spese militari
La risoluzione presentata da Francesco Boccia (Pd), Luca Pirondini (M5S), Peppe De Cristofaro (Avs) e Raffaella Paita (Italia Viva) chiede di «superare il piano di riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento», puntando invece sulla costruzione di «una vera difesa comune europea». I partiti hanno anche chiesto di «riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa assunti in sede NATO» e scongiurare ulteriori aumenti delle risorse destinate ai sistemi d’armamento. Per il campo largo, il nuovo indebitamento dovrebbe essere esclusivamente indirizzato al contrasto della povertà assoluta e al finanziamento della sanità pubblica.
Investimenti per la crescita e la riduzione della povertà
La risoluzione chiede di destinare i circa 14,4 miliardi previsti per il biennio 2027-2028 all’efficientamento degli edifici pubblici, compresi gli alloggi popolari, alla conversione dei processi produttivi delle imprese, alle reti elettriche e al trasporto rapido di massa. Il partito di Carlo Calenda, Futuro Nazionale, ha invece proposto che i 29 miliardi siano destinati «esclusivamente a investimenti ad alto impatto sulla crescita potenziale e sulla produttività», escludendo bonus a pioggia e nuove forme di flessibilità pensionistica prive di sostenibilità. La maggioranza, invece, ha dato parere positivo al documento sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), bocciando tutte le altre risoluzioni che non verranno dunque messe ai voti. Il testo prende atto della richiesta di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per energia e difesa e impegna il governo a tenere conto, nella predisposizione della legge di Bilancio, degli esiti delle interlocuzioni con le autorità europee sulla definizione delle misure ammissibili.
Le opposizioni hanno anche richiesto una legge sul salario minimo per contrastare il lavoro povero, un piano di sostegno dei redditi e correttivi fiscali per «neutralizzare gli effetti del fiscal drag» prodotto dall’inflazione. Sul fronte Irpef, chiedono una revisione delle aliquote per rendere il sistema più progressivo, oltre a «ridurre drasticamente i regimi sostitutivi». Tra gli impegni compare anche la richiesta di «prevedere una riforma della tassazione sulle imprese che tenga conto dei profitti straordinari generati da circostanze eccezionali». Le proposte mirano a un equilibrio tra crescita economica e protezione sociale.



