Il tema della salute mentale ha trovato spazio al centro di un confronto tra istituzioni, scuole e operatori del territorio, svoltosi a Andria il 13 ottobre 2026. L’iniziativa, intitolata «Quando liberiamo la mente dal pregiudizio liberiamo tutti», ha visto la partecipazione di rappresentanti di sei istituti scolastici cittadini, chiamati a riflettere su un tema sempre più presente nella vita delle nuove generazioni. L’obiettivo è stato quello di promuovere una cultura della salute mentale fuori dai contesti strettamente sanitari, coinvolgendo scuole, famiglie, istituzioni e realtà locali. La sindaca Giovanna Bruno ha sottolineato l’importanza di un cambiamento culturale per comprendere la complessità della salute mentale e le responsabilità delle istituzioni.
Un progetto per interventi precoci e inclusione
La giornata ha visto la presentazione del Centro Diurno Self-Help, un progetto dedicato a chi vive le prime manifestazioni di disagio o presenta condizioni di rischio. Il progetto punta a favorire interventi precoci e percorsi personalizzati, valorizzando le risorse individuali e costruendo opportunità di partecipazione e inclusione. L’obiettivo è evitare che le difficoltà iniziali evolvano in condizioni più complesse, sostenendo i ragazzi nella costruzione del proprio futuro e nel mantenimento dei legami con il contesto sociale.
La sindaca Giovanna Bruno ha espresso la sua preoccupazione per le richieste di trattamento sanitario obbligatorio, riconoscendo che rappresentano solo una parte di un problema più vasto. «Siamo tutti chiamati a intervenire e a comprendere che cosa stia accadendo, per riuscire a riconoscere le situazioni di difficoltà e prevenire conseguenze più gravi», ha sottolineato. L’iniziativa ha visto la collaborazione tra il Centro di Salute Mentale di Andria, il Centro Dipartimentale L’isola che c’è e la Cooperativa Questa Città, con il patrocinio della Città di Andria.
La collaborazione tra scuola, istituzioni e operatori
La dirigente Flora Brudaglio, responsabile del Centro di Salute Mentale – Prevenzione Psichiatrica dell’Asl Bt, ha sottolineato l’importanza di un impegno condiviso tra istituzioni, operatori sanitari, scuola e agenzie educative sul territorio. «Non possiamo parlare di salute mentale se non affrontiamo il tema dell’intervento precoce, soprattutto nei confronti di quei ragazzi che manifestano una condizione di disagio», ha detto. L’impegno condiviso è visto come chiave per intervenire tempestivamente e nel migliore dei modi, evitando che il disturbo si cronicizzi. La giornata ha rappresentato un momento di formazione, sensibilizzazione e confronto, con l’obiettivo di costruire una rete capace di ascoltare e intervenire tempestivamente. L’attenzione alla salute mentale non si limita a chi ha già sviluppato una patologia, ma include anche chi vive le prime manifestazioni di disagio, con l’obiettivo di creare un ambiente in cui tutti possano sentirsi ascoltati e supportati.
La salute mentale non può essere considerata una questione che riguarda soltanto chi ha già sviluppato una patologia, né può essere affrontata esclusivamente nei luoghi deputati alla cura. È necessario riconoscere i segnali del disagio, superare lo stigma e costruire una rete capace di ascoltare e intervenire tempestivamente, soprattutto quando a manifestare difficoltà sono i più giovani. Il progetto punta a favorire interventi precoci e percorsi personalizzati, valorizzando le risorse individuali e costruendo opportunità di partecipazione e inclusione.



