Thom Yorke, frontman dei Radiohead, ha parlato in modo sincero e ironico della sua canzone High and Dry, un brano che ha segnato un momento cruciale nella sua carriera. Nella conversazione con Harry Styles nella rubrica Musicians on Musicians, Yorke ha espresso un mix di nostalgia e ammirazione, dicendo: “Vorrei non averla mai scritta, ma non c’è niente di male”. La canzone, scritta quando Yorke era ancora nel gruppo Headless Chicken e registrata durante le session di Pablo Honey, è diventata un simbolo del suo stile e della sua evoluzione artistica.
Un processo spontaneo e inconsapevole
Per Thom Yorke, il processo di scrittura di una canzone è sempre spontaneo e inconsapevole. “Ma quando scrivi una canzone come High and Dry sai che ha scritto qualcosa di davvero importante”, ha detto Harry Styles, commentando il brano. Yorke ha spiegato che la canzone è nata in un momento in cui il modo di fare musica acustica era tornato in voga, e ha sottolineato come The Bends, l’album in cui è presente, sia stato un punto di partenza per il suo lavoro con i Radiohead.
Un rapporto complesso con la ballad acustica
Yorke ha anche parlato della sua relazione complessa con il formato tipico della ballad acustica. “Se riesce a comunicarmi qualcosa mi piace, ma non succede spesso”, ha detto. Il frontman ha rivelato di non ascoltare i cantautori, preferendo invece la musica elettronica, colonne sonore di film o strane cose folk. “Non so perché il cantante da solo con la chitarra acustica non mi dice molto”, ha aggiunto, sottolineando come il suo approccio alla musica sia sempre in cerca di nuove esperienze e stimoli.
Yorke ha anche parlato del passo successivo dei Radiohead, il capolavoro OK Computer, uscito nel 1997 e diventato un album simbolo degli anni 90 con 4,5 milioni di copie vendute. “Quando è uscito non lo sopportavo più, perché avevamo già suonato troppe volte quelle canzoni e invece i nostri manager ci hanno detto: adesso dovete andare in tour per due anni”, ha raccontato. Yorke ha espresso la sua frustrazione, ma anche la sua determinazione: “Li ho letteralmente pregati: vi prego, non posso farlo. Devo andare avanti, fare qualcosa di nuovo.”
La conversazione con Harry Styles ha dato un’idea del modo in cui Yorke guarda indietro, ma anche in avanti, cercando sempre di spostare i confini del suo lavoro. Il suo approccio alla musica, sempre in cerca di novità, è stato chiaro anche nel modo in cui ha descritto la sua voce come uno strumento che si fonde con le tessiture di chitarra di Jonny Greenwood e Ed O’Brien, creando il mondo onirico e struggente dei Radiohead.



