Kasia Smutniak, attrice e regista, presenta al Festival del Cinema di Roma il documentario Mustang, un progetto che racconta il viaggio in Nepal iniziato a vent’anni con Pietro Taricone, che è diventato una promessa, poi una scuola e oggi un film. Il documentario, prodotto da Domenico Procacci, Laura Paolucci e Kasia Smutniak, ripercorre oltre vent’anni di esperienze, emozioni e riflessioni. La storia, ispirata a un viaggio iniziato nel 2003, ha seguito un percorso complesso, trasformandosi in un’esperienza che ha cambiato la vita di Kasia e del villaggio di Ghami.
Un viaggio che ha dato vita a una scuola
Il viaggio in Mustang, incastrato tra Nepal e Tibet, è stato l’inizio di un’idea che si è sviluppata nel tempo. Kasia e Pietro, allora fidanzati, hanno iniziato un’esperienza che, con il tempo, ha dato origine a un progetto di istruzione per i bambini del villaggio. La scuola, fondata in collaborazione con l’Associazione Pietro Taricone ETS, è diventata un simbolo di speranza e di trasformazione. «Quella scuola è stata un sogno, poi una promessa, infine una realtà», racconta Kasia. La scuola, però, oggi si trova a fare i conti con i cambiamenti climatici e con la difficoltà di mantenere l’edificio in piedi.
La scuola è un simbolo di speranza, ma anche di sofferenza. Il documentario mostra come la scuola, pur essendo un’esperienza positiva, ha visto la sua struttura crollare e molte famiglie abbandonare la regione. L’insegnante Zuma, un personaggio centrale del documentario, ha confessato di non riuscire più a stare lì e di voler andarsene. «Io e Zuma siamo in simbiosi in questa avventura. I nostri dolori sono diversi, ma entrambi proviamo a renderli nostri», spiega Kasia.
Un’esperienza che ha trasformato la vita
Il documentario Mustang non si limita a raccontare la storia della scuola, ma esplora anche la vita di Kasia, la sua relazione con Pietro e la sua evoluzione personale. «Nella vita, a volte succede che se anche non sei pronto, se anche non è il momento giusto, la storia prende comunque il suo corso», dice Kasia. La sua figlia Sophie, che ha partecipato al progetto, ha giocato un ruolo chiave nel processo creativo. «Sophie mi ha detto: “Mamma, non avere paura di lasciarti andare”», ricorda Kasia. Questa frase ha contribuito a farla rilasciare un po’ di controllo e a diventare più generosa.
La vita si gioca su un solo range: sei pazza o sei sulla strada giusta? Kasia ha imparato a non temere i cambiamenti e a vedere la vita come un ciclo continuo. «Ogni momento ha un inizio e una fine. Anche questa nostra conversazione», conclude. La scuola, il viaggio, la famiglia e la tecnologia sono tutti elementi che hanno contribuito a formare la sua visione del mondo.
Kasia Smutniak, con il supporto del marito Domenico Procacci, ha realizzato un progetto che non solo ha dato vita a una scuola, ma ha anche trasformato la sua vita. Il documentario Mustang, in uscita nelle sale da metà novembre, è un omaggio a un viaggio che ha dato origine a un’esperienza unica e profonda. «Non metto più in discussione la lezione di questa storia. L’ho capito in Mustang e l’ho capito facendo questo film», dice Kasia. Il film è la risposta ai suoi dubbi e alle sue domande, un’esperienza che ha trasformato la sua vita e continua a farlo.



